Lancio su Vallebona, Micci: "Metterò una targa nei luoghi veri dell'accaduto"
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“Mi sono promesso di farlo personalmente. Andrò a Vallebona, porterò una targa da decidere con i cittadini del posto e insieme capiremo dove metterla”, così il consigliere comunale Micci.

“Lancio su Vallebona”, il consigliere comunale Elpidio Micci penserà a mettere una targa che lo ricorda proprio nel piccolo paese frazione di Viterbo e appena sotto Grotte Santo Stefano.

Sopra quelle campagne si aprirono, il 15 gennaio del 1944, i paracaduti alleati. La storia è stata riportata alla memoria anni fa da Mario Di Sorte, venerdì il Comune di Viterbo ha tributato il giusto omaggio ai cittadini viterbesi che, a rischio della vita, prestarono soccorso e nascosero gli americani.

Una targa è stata posta sul muro esterno dell’ex circoscrizione di Grotte Santo Stefano e si è tenuto un convegno in Prefettura a Viterbo. Ma anche il nome “Lancio su Vallebona” è stato tirato via. La redazione de La Fune, che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica viterbese questa storia vecchia di 72 anni, ha cercato di spingere per una piccola targa anche a Vallebona ma non c’è stato verso.

L’unico che si è dichiarato disponibile a spendersi è stato il consigliere Micci. Nei prossimi giorni deciderà se portare la questione in consiglio e chiedere la posa della seconda targa o pensare in proprio a metterla.

“Questa cosa, a mio parere, è stata fatta frettolosamente. Per me era giusto mettere la targa nel luogo dove è accaduto l’episodio. Sono state fatte altre scelte, mi dispiace per il mancato rispetto verso i cittadini di Vallebona”, così il consigliere che continua: “Mi sono promesso di farlo personalmente. Andrò a Vallebona, porterò una targa da decidere con i cittadini del posto e insieme capiremo dove metterla”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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