Lancio di bottiglie in piazza del Sacrario: attimi di panico
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Attimi di tensione nel cuore della città: nessun ferito, ma paura tra i presenti. L’aggressore è un volto noto della zona, spesso in stato di alterazione.

VITERBO – Serata di tensione ieri intorno alle 21:30 in piazza del Sacrario, dove un uomo ha lanciato alcune bottiglie contro un gruppo di cittadini nigeriani. Il gesto, improvviso e violento, ha provocato un’ondata di panico tra i numerosi passanti presenti nel centro storico per la consueta passeggiata serale.

Sul posto sono intervenute prontamente due volanti della Polizia di Stato, che hanno riportato la calma e avviato le procedure di identificazione dei soggetti coinvolti. Fortunatamente, nessuna persona è rimasta ferita, ma la scena ha generato forte preoccupazione e sconcerto tra chi ha assistito all’episodio.

Stando alle prime ricostruzioni, l’aggressore sarebbe una figura già nota nella zona, spesso presente in piazza in condizioni visibilmente alterate. Le forze dell’ordine stanno ora ricostruendo nel dettaglio la dinamica dell’accaduto e valutando eventuali provvedimenti nei confronti dell’uomo. In attesa di sviluppi ufficiali, resta alta l’attenzione delle autorità, mentre tra i cittadini cresce l’esigenza di maggiori controlli e prevenzione.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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