L'amministrazione Michelini sul burrone. I serra-panunziani prendono le distanze dal sindaco
Comune di Viterbo
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Palazzo dei Priori trema. L'amministrazione Michelini è di fatto sull'orlo del precipizio. Sette consiglieri del Pd bocciano sonoramente l'operato del sindaco e anche questi due anni e mezzo di amministrazione.

La maggioranza uscita fuori dalle urne nel maggio-giugno 2013 non c’è più. Prendono le distanze dal sindaco Leonardo Michelini, bocciandolo pubblicamente con una nota inviata alla stampa, e stroncano anche l’attività dell’amministrazione i sette consiglieri del Partito Democratico di area “serra-panunziana”.

Trema Palazzo dei Priori. Il documento porta la firma di Francesco Serra, Marco Volpi, Arduino Troili, Melissa Mongiardo, Patrizia Frittelli, Mario Quintarelli e Massimo Cappetti. Il testo è stato inviato ai giornali al termine di una riunione di fuoco del gruppo Pd, tenuta nella sede provinciale di via Polidori dalle 15,30 alle 18 di oggi. Da fuori era possibile sentire le urla. Con questo documento, reso pubblico, ma indirizzato a Michelini e all’esecutivo i sette lasciano di fatto la palla nelle mani del primo cittadino.

Dovrà quest’ultimo tirare le somme. Il quadro politico è particolarmente complesso e potrebbe accadere di tutto.

 

IL DOCUMENTO

 

Dai Moderati e Riformisti, a Vannini, alle carte bollate

“L’esordio politico dei Moderati e Riformisti e la minaccia delle carte bollate, indirizzata alla autonomia dei consiglieri, e la riproposizione del manuale Cencelli.

La defenestrazione di Andrea Vannini, che ringraziamo per lo stile nei comportamenti e per il lavoro di questi mesi, è l’ultimo atto di un sindaco che si sente proprietario esclusivo delle scelte e della sua maggioranza.

Basterebbe ciò per evidenziare lo stato di salute della maggioranza. Usando un ragionevole senso di responsabilità e concretezza i consiglieri comunali prendono atto che così avanti non si va. La riproposizione, pure maldestra, da parte del sindaco del valzer delle poltrone colma la misura di una esperienza amministrativa che sta sempre e solo ai buoni propositi e che si avvita sempre e solo sui ruoli, in un infinito e ormai stucchevole gioco dell’oca.

Responsabilità e concretezza, dopo ripetute ed inutili ripartenze a vuoto, impongono di guardare le cose come sono. A giugno abbiamo dato vita a quello che tutti consideravano l’ultimo ritocco di giunta, fornendo anche noi figure nuove e competenti funzionali al lavoro della giunta stessa”.

 

La bocciatura dell’azione della maggioranza e del sindaco Michelini

“Siamo di fronte a una maggioranza poco coesa, confusa nei programmi, approssimativa nell’azione di ogni giorno come poco protesa sui grandi obiettivi, assolutamente priva di quegli elementi minimi di collegialità nell’elaborazione e nella traduzione pratica di progetti e opere; troppi pezzi si muovono con spirito di competizione politica e gelosia amministrativa.

In questi due anni e mezzo la collezione di ritardi, incertezze, brutte figure, rinvii è purtroppo infinita, mentre poco è nel carniere delle cose fatte. Dopo due anni e mezzo l’argomento, pure vero, della cattiva eredità non basta a dare conto degli scarsi risultati conseguiti.

Questo insufficiente resoconto dice che quell’allargamento indistinto nei programmi e nei valori di forze, culture, esperienze, anche in continuità con le precedenti esperienze amministrative, ha agito come fattore di paralisi ed confusione piuttosto che di determinazione e ricchezza.

Dice ancora che il sindaco, ha mancato nel ruolo di garante e propulsore di una sintesi vera e partecipata; l’implosione della sua stessa creatura testimonia di una insufficienza di ascolto e equilibrio; insufficienza non solo verso il consiglio ma verso la città, l’opinione pubblica, che in ogni modo lancia sempre più spesso segnali diffusi e continui di insoddisfazione e delusione che non possiamo far finta di non vedere o sentire”.

 

Perché i serra-panunziani non vogliono andare oltre

“Andare oltre rischia di diventare, prima che per noi come singoli consiglieri, come gruppo e come partito, per la stessa città, una perseveranza diabolica, un accanimento inutile.

Ci abbiamo provato ma evidentemente il modo di concepire il governo della cosa pubblica e il rapporto nella maggioranza è assolutamente diverso. Ne prendiamo atto”.

 

Niente mozioni di sfiducia o dimissioni, parola a Michelini e giunta

“Non poniamo mozioni di sfiducia o richieste di dimissioni di massa ma la nostra esperienza di governo termina qui. Responsabilità e concretezza per il gruppo del Pd quindi è consegnare questa valutazione alla giunta e al sindaco e in maniera particolare ai nostri assessori, perché ognuno in ragione dei ruoli e dei mandati avuti possa assumere le più coerenti decisioni”.

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