L'ambientalismo si decida: "botte piena o moglie ubriaca?"

Mi si consenta la battuta un po' sessista, ma la botte piena e la moglie ubriaca non si conciliano. O vogliamo tornare alle carrozze a cavalli?
RIFLESSIONI SOTTO L’OMBRELLONE – L’Italia avrà sempre più bisogno di energia (IA, motorizzazione elettrica, sistemi di comunicazione, produzione, ecc. ). E di energia rinnovabile, anche per sottrarsi ai condizionamenti dei paesi produttori.
Quindi, è inutile soffermarsi a piangere per una pala eolica o uno specchio fotovoltaico che “deturpano” il paesaggio o sottrarrebbero spazio all’agricoltura. Poi è chiaro che arriva un Pichetto Fratin a riproporre il nucleare… Bisogna che l’ambientalismo si decida, su cosa vuole intendere per sviluppo sostenibile.
Mi si consenta la battuta un po’ sessista, ma la botte piena e la moglie ubriaca non si conciliano. O vogliamo tornare alle carrozze a cavalli?
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















