L'Altroché lascia San Pellegrino, un altro pezzo di quartiere scompare
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VITERBO - Uno dei locali capace di funzionare di più e giocare il ruolo di attirare persone nel cuore antico della città si trasferisce oltre le mura. Nei prossimi giorni infatti aprirà in viale Francesco Baracca, al civico 9.

VITERBO – L’Altroché lascia San Pellegrino. Il quartiere medievale perde un altro pezzo della sua vitalità.

Uno dei locali capace di funzionare di più e giocare il ruolo di attirare persone nel cuore antico della città si trasferisce oltre le mura. Nei prossimi giorni infatti aprirà in viale Francesco Baracca, al civico 9.

Il locale, famoso per i suoi hamburger di qualità, ha rappresentato una bella realtà per San Pellegrino. In tantissimi sono passati per i suoi tavoli e per farlo si sono trovati a passeggiare per le vie del quartiere. 

Lo spazio di piazza Cappella rimarrà quindi chiuso, facendo venire meno un’importante luce in più tra le pietre di peperino, i profferli e le case-ponte. L’Altroché è un luogo di successo perché il gruppo di ragazzi che l’ha ideato e ha messo a disposizione le proprie gambe e forze per farlo andare avanti si è impegnato molto in questi anni e sicuramente continuerà il proprio percorso in via Baracca continuando a crescere e a consolidarsi. 

La speranza è che lo spazio di piazza Cappella possa trovare nuovi investitori pronti a scommettere su uno dei centri storici tra i più belli d’Italia e tra i peggio tenuti e scarsamente valorizzati. 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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