
A come “Ascenzi Raffaele”. Ha messo al mondo Gloria e l’ha donata ai viterbesi, per questo quella appena chiusa è anche la sua settimana. L’abbiamo visto sotto la Macchina, emozionato e impeccabile. Nuovo look, via i capelli da moicano si è presentato con un taglio netto. Pare gli sia sfuggita la macchinetta per i capelli. Top la scelta di farsi trasportare dentro Gloria da piazza del Teatro fino alla basilica di santa Rosa.
B come “brutte storie”. Il trasporto del 3 settembre passerà alla storia anche per i fatti spiacevoli. Dalla bottiglia di vetro precipitata da un palazzo sulla folla, ferendo tre persone, ai terribili fatti di piazza del Gesù su cui è giusto aprire una profonda riflessione e passando per l’aggressione al consigliere Grancini. Un po’ meno, grazie.
C di “capofacchini”. L’abbraccio a fine trasporto tra Sandro Rossi, un gigante, e Lorenzo Celestini è di quelli destinati a entrare nella storia della narrazione della Macchina. Roba da lacrime, dice che Nello abbia sorriso.
D come “dateje”. L’incitamento dei viterbesi più radicali ai facchini. Brividi.
F di “facchini”. Protagonisti assoluti del trasporto e capaci di essere perfetti. Un grazie a tutti e “sotto col ciuffo” siempre.
M come “Massimo Mecarini”. Il presidente si conferma asse centrale del Sodalizio. Tutto quello che doveva fare l’ha fatto con la solita precisione e determinazione. Una risorsa per la città, uomo di sostanza e poca fuffa.
N di “Nello”. Il trasporto 2015 è stato svolto nel suo nome. Dagli amici del Comitato Festeggiamenti Pilastro alla sera del tre è stato sempre presente. Onore al presidentissimo e grazie per aver dato a Viterbo il Sodalizio.
S di Sodalizio. Quando ci arrivano alle orecchie le voci bislacche che qualche politico vorrebbe favorire la nascita di un Sodalizio 2 ci mettiamo le mani nei capelli. Possibile che la politica, perlomeno certa pessima politica, non riesce a guarire dalla brama di mettere le mani su tutto? State sereni, il Sodalizio già c’è. Fate abbastanza danni da altre parti, meglio limitare il campo d’azione.
V come “Viva santa Rosa”.
Z come “zero” le ore dormite dai giornalisti in questi giorni di festa. Un piccolo saluto va anche a tutti i colleghi che, ognuno con il suo stile, hanno contribuito al racconto di un momento importante per la città.


















