L'alfabeto di fine anno de La Fune - La top ten
Alfabeto
800 Monastero
Un anno intero racchiuso in dieci lettere, capaci di condensare i fatti più importanti che si sono verificati in questi dodici mesi che ci stiamo per lasciare alle spalle. Scopri cosa abbiamo scelto.

A come “accoglienza”. Negli ultimi mesi è stato un tema al centro delle cronache del territorio, con la prefettura finita spesso nel mirino per le sue scelte. Confidiamo in un 2017 migliore.

C di “Caffeina Christmas Village”. Per Viterbo sono state feste natalizie davvero straordinarie, che hanno permesso alla città dei papi di essere davvero una meta turistica. Inevitabili le critiche, qualche errore (tutto è perfettibile, anche il trenino della Kinder sotto a palazzo papale), ma il risultato c’è stato. Sarà inoltre la prima volta che il capoluogo della Tuscia avrà qualcosa di vero da offrire a cittadini e visitatori per la notte di San Silvestro. Impossibile trovare posti letto nelle strutture ricettive e questo è davvero un grande regalo.

C2 come “Capitale Europea della Cultura”. Secondo giro andato a vuoto, nonostante tutto e tutti.

D come “decadenza”. Quella di Chicco Moltoni ha tenuto banco praticamente ogni mese. Alla fine il consigliere si è salvato dimostrando che tante parole apocalittiche spese da diversi e illustri esponenti della maggioranza in realtà erano lontane dalla verità delle cose. Nessun meteorite o disastro si è abbattuto sui consiglieri che hanno votato contro la decadenza e l’unica “maledizione” è quella pronunciata da quel pezzo di maggioranza che sognava di “fare fuori” Moltoni per rinforzarsi con un consigliere amico.

M come “Macchina di Santa Rosa”. E’ stato l’anno di un Trasporto entrato di diritto nella storia. Con “l’allungo” su via Marconi che ha reso tutto più importante, per onorare al meglio l’anno del Giubileo della Misericordia. Difficile dimenticare il “Sollevate e fermi” in ricordo dei fatti del 3 settembre 1986, con il grido del capofacchino Sandro Rossi: “Per chi c’era, per chi c’è e per chi non c’è piuuuu”. Brividi.

R di “referendum”. Il 4 dicembre ha cambiato la politica italiana e gli effetti avranno ripercussioni importanti e profonde anche nella Tuscia. Lo vedremo nel 2017, potete scommetterci.

S di “Sgarbi”. E’ una storia di amore e insulti, affascinante.

T di “Termalismo”. Diverse cose si sono mosse durante il 2016, anche se è tutto ancora in fieri. Viterbo avrà un nuovo centro termale al Paliano, grazie all’investimento che la Free Time è pronta a fare. Bloccato ancora il futuro delle Ex Terme Inps, ma il fatto importante è che nei cassetti di Palazzo dei Priori c’è un project financing davvero interessante.

T2 come “transenne”. Viterbo ne è piena. A ogni buca che si apre, crepa sulle mura urbiche eccole spuntare in lungo e largo. Un colpo d’occhio terribile che dà la sensazione di una città che cade a pezzi. Percorrere via San Pietro docet.

V come “varchi elettronici”. Quelli istallati nella parte monumentale del centro storico del capoluogo non sono ancora entrati in funzione. Il tasto on dovrebbe essere spinto dopo la Befana e così anche la città dei papi avrà, dopo atavico e ignobile ritardo, una manciata di vie dove diventa possibile passeggiare senza il rischio di finire sotto una macchina (nella peggiore delle ipotesi) o essere costretti a rocamboleschi slalom (nella migliore).

800 Confartigianato
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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