L'alfabeto della settimana - Leggi la top ten
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Le dieci lettere più cool degli ultimi sette giorni, scelte per voi da La Fune. Dall'arsenico al cianuro di Zingaretti all'incredibile Paolo Moricoli, dal Minifestival alla giunta Michelini.

A di arsenico. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti è venuto in visita al dearsenificatore di Monte Jugo. Dopo decenni di avvelenamento di massa selvaggio pare che da dicembre non avremo più acqua inquinata nei rubinetti. Un bel regalo di Natale. Ma quando arriveranno i conti dei costi degli impianti di dearsenificazione c’è il rischio che qualche viterbese, non avendo più l’arsenico a portata di mano, decida di provare il cianuro.

B come “body-guard”. Ne è comparso uno a Palazzo dei Priori. Pare che sia stato necessario dopo recenti fatti consumatesi tra i corridoi e le stanze. Una volta c’erano i “body-guard” solo a Santa Rosa, ora la sicurezza serve sempre. Siamo entrati nell’era del cigno e si sa che questo aumenta i rischi.

E di ebola. La storia di padre Maurizio Boa, ex parroco del Murialdo, impegnato ad aiutare la gente della Sierra Leone ha commosso parecchi viterbesi. In molti stanno inviando aiuti alla missione del Murialdo in Africa e in tanti si sono commessi leggendo il profilo facebook del sacerdote. Quando si dice un uomo in grado di cambiare il mondo.

G di Giovanni ventitreesimo. Ma cosa sta accadendo sull’importante e storica struttura viterbese? Sembra che dei bei casini siano all’orizzonte. Forse è il caso di andarci a ficcare un po’ il naso. Magari dovrebbe farlo anche qualcuno di Palazzo dei Priori. O no?

I di imprevisto. Nessuno poteva pensare, fino a poche ore fa, che Paolo Moricoli potesse finire in pole position per un posto in giunta. Invece è successo. In pochi giorni, per l’ideatore del Minifestival, un turbinio di emozioni: da Anna Tatangelo che si ricordava di lui a Michelini che lo ha preso in seria considerazione. Ci auguriamo che, qualora riuscisse a diventare assessore, faccia il bravo. Dando ai viterbesi la sua parola di “lupetto”.

M come Macchitella Luigi. Ha presentato l’atto aziendale nell’assemblea dei sindaci lo scorso venerdì. Un piano che dovrebbe aprirci il sentiero per far diventare Belcolle una Dea di secondo livello. Un qualcosa di importante per migliorare il servizio sanitario locale. Il commissario Asl ha dettato i tempi ai sindaci, illustrato un piano con una filosofia e un senso al passo con i tempi. Alcuni primi cittadini non hanno preso di buono spirito alcune facce e sbuffi del commissario alla loro richiesta di rinviare la votazione sul piano di una decina di giorni. Abbiamo assistito al confronto. Un voto: Macchitella 10, sindaci volenterosi di rinvii 0. Sono siparietti del genere che ti fanno capire l’importanza della rottamazione, tutto il resto è noia.

O di “olio della Tuscia” e anche di “oro verde”. La Camera di Commercio ha varato questa settimana la nona edizione delle ‘Feste dell’olio’. Un’occasione per mettere al centro un prodotto tipico e offrire la ricchezza dei suggestivi borghi dove queste iniziative sono celebrate. Si tratta di un sistema fragile, quello dei prodotti d’eccellenza della Tuscia, che dovrebbe essere potenziato e su cui varrebbe la pena investire. Per Domenico Merlani il duro compito di trovare il come, nella speranza di non finire tutti “abbrustoliti” dalla crisi. Se non dovessimo riuscire nel giro di pochi anni a ripensare l’economia del territorio potremmo dichiaraci ufficialmente fritti, in olio d’oliva.

S di sindaco Leonardo Michelini. La sua amministrazione sta attraversando un momento difficile. La verifica che è in corso si sta rivelando ricca d’insidie. All’interno della maggioranza ci sono contrapposizioni da paura, ma se son fiori “fior(on)iranno”.

V di Vicenza. Sulla storia dei quadri di Natale e dello scambio di figurine tra Del Piombo e Veronese più Van Dyck ci hanno dato un sonoro schiaffo. Non avremmo, noi viterbesi, luoghi di conservazione idonei per i quadri. Ma non lo sanno che siamo una città d’arte e di cultura?

T come tavolo vuoto. Quello lasciato così, come i camerieri lo hanno apparecchiato, dal Sodalizio dei facchini, durante il pranzo sociale di sabato. Michelini e i suoi sono praticamente i primi amministratori di Palazzo dei Priori, dal dopoguerra a oggi, che non siedono a quella mensa. Un’altra perla da inserire nel guinness dei primati (nel senso di quelli che arrivano primi, non le scimmie).

W di W Viterbo. La frase cult? “Questo giornalismo non ci piace”. Amen

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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