L'alfabeto de La Fune: "M" come Milano e "V" di 25 aprile
Alfabeto
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Ogni fine settimana vi raccontiamo cosa è accaduto dando "le lettere".

F di “femminicidio”. L’ombra di questo abominio arriva a bussare alle porte della Tuscia, passando per Amsterdam. Qui una giovane donna, originaria di Montefiascone, è stata trovata cadavere nel suo appartamento. Arrestato il compagno.

M come “Milano”. Al Salone del Mobile 2026 infatti sono approdati due viterbesi, al secolo Simone Iocco e Jacopo Bellocchio con VOGUE, una madia che unisce ricerca formale, luce e sperimentazione materica. Hanno utilizzato anche i segni grafici di un altro viterbese: Paolo Pelliccia. In veste di artista.

P come “piano rifiuti regionali”. La giunta Rocca lo approva ed è subito bagarre tra centrodestra e centrosinistra. Bisognerebbe rottamare oltre che differenziare, in questo Renzi aveva di molto ragione.

S come “suprematismo”. Un’operazione coordinata dalla Procura di Milano ha bussato alla porta di un 20enne viterbese. Le indagini sul ragazzo a seguito dei suoi post social. Gli hanno trovato poster di “stragisti” alle pareti della cameretta e armi ad aria compressa.

V come “venticinque aprile”. Una data cardine per la storia italiana. La fine della tragedia della guerra e della tristezza di un regime autoritario, che voleva tendere al totalitarismo imitando lo scempio nazista, e l’inizio di 80 anni di libertà complicata e tutta da costruire ma possibile. Oggi tutti ragionano dentro la Carta Costituzionale, tutti partecipano all’interno delle regole democratiche. Rimane qualche confuso nostalgico, qualche “fascista” delle ideologie con cui magari i partiti “giocano” per portare a casa fettine di consenso a buon mercato. E’ la democrazia, bellezza!

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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