L'alfabeto de La Fune - leggi la top ten
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La settimana appena trascorsa tutta in dieci lettere, da leggere in un fiato. Roba forte che vi racconta tutto, come di solito non è possibile raccontarlo.

C di Caritas. In questi giorni sono stati diffusi i dati dei poveri che si sono rivolti alla mensa e a ‘La Tenda’, la struttura che si occupa di dare un tetto a chi non ce l’ha. In aumento la povertà tra i viterbesi. Chi si ricorderà di loro a Natale? Rilanciamo l’appello Caritas per la ricerca di volontari.

D come “Di Sorte” Andrea, al quale facciamo gli auguri perché oggi è il suo anomastico. I vecchi cattivi di Forza Italia hanno detto che il suo incontro con Berlusconi è stato un casting. Il mantra dei “senatori” forzisti è quello di Lorenzo dei Medici: “Quant’è bella giovinezza, che sì fugge tuttavia. Chi vuol essere lieto sia, del diman non v’è certezza”. Giudizio? Rosiconi.

G di gemellaggio. Viterbo ne ha collezionati diversi, alcuni anche con città a stelle e strisce. Ma un cartello per renderli di dominio pubblico no?

I come Inps, ex Terme Inps. Che fine ha fatto il bando per il recupero annunciato come imminente da Delli Iaconi? Le risposte su Voyager.

M di “mistero misterioso”. Il fattaccio è quello della scomparsa dell’acqua termale dalla sorgente del Bullicame. Il 25 novembre scorso la sparizione e la “callara” finita quasi a secco. Contemporaneamente è diventato possibile fare l’aerosol lungo la riva del fosso Madonna degli occhi bianchi. In attesa del passaggio del cadavere del termalismo viterbese.

N come “Natale”. E anche questo 2014 sarà senza iniziative nate dall’unione di associazioni del territorio con il Comune di Viterbo. Frutto della crisi? Non si direbbe. Più che altro frutto della volontà politica di chiudere il bancomat di Palazzo dei Priori per aprire la cassaforte dove possono accedere in pochi. Chi ha la rapidità di trovarsi, per caso, già nel palazzo potrebbe risultare un tantino avvantaggiato. Ma sono dettagli, l’importante è chiudere il piccolo marchettificio. Su quello grande si attrezzeranno.

O di “Oltre le mura”, ma anche di “oltre ogni decenza”. Dopo aver caricato nella maggioranza Michelini due uomini invischiati con la vicenda Cev e averne “succhiato” i voti, questa settimana la stessa maggioranza l’ha di fatto scaricati in mare. “Un atto dovuto”. Speriamo che si apra un’era di “atti dovuti” anche sul fronte trasparenza nella gestione della pubblica amministrazione. Speriamo che si faccia un’operazione trasparenza anche sui presunti casi di parentopoli in Comune sollevati dai consiglieri Bizzarri e Troili. Di fronte a tanti precari e disoccupati è un grandissimo “atto dovuto”. Siamo certi che lo farete, grazie.

P di “Pd”. I democratici festeggiano l’apertura del circolo cittadino del partito. In un’epoca di partiti politici liquefatti e consenso televisivo tornare tra la gente appare come un gesto profondamente rivoluzionario. Una sfida per il segretario Carlo Mancini non da poco. Speriamo di vedere sempre aperta la struttura e confidiamo nel contagio verso altri partiti. Questo territorio ha bisogno di più politica e meno “capibastone”.

U di “Umbertone” Ciucciarelli. Questa settimana ha avuto a che dire con i terribili Sbottonati, sempre in modo divertito e divertente intendiamoci. I due conduttori della nota trasmissione radio l’hanno invitato a occupare, con i suoi più di mille iscritti a ‘Unione della Tuscia per Matteo Salvini’, Radio Verde. Invito, a quanto pare, declinato. Non esiste più la destra di una volta.

Z come “zero waste” o, per i meno anglofoni, “rifiuti zero”. E’ una prospettiva che ci appassiona, anche perché se il Comune di Viterbo vuole fare qualcosa di buono e nell’interesse dei cittadini ha tutto da guadagnarci nell’affidarsi a un protocollo già consolidato in altre città. O No? Plauso a Gianluca De Dominicis e ai Cinque Stelle che si sono fatti carico di lavorare su questo fronte e portare tutto in consiglio comunale. Non lasciateli soli.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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