L'alfabeto de La Fune - la top ten
Alfabeto
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Una settimana in dieci lettere, ecco i fatti e i personaggi che hanno segnato questi ultimi sette giorni.

A come “Aventino”. La minoranza viterbese ha ribaltato le prospettive, questa volta a rimanere fuori dai luoghi del governo è stata la maggioranza. Tutta colpa della presidenza del consiglio.

B come biblioteche. Come mai in questa città non ci sono i soldi per comprare i libri e vengono spesi tanti soldi per portare in piazza gli autori che vengono a presentarli? Cortocircuiti del sistema.

C di “capitale della cultura”. Viterbo vuole correre su questa pista, una sfida importante che magari può aiutarci a capire i nostri limiti.

F di “Far west terme”. La Regione Lazio sembra intenzionata a spingere il Comune di Viterbo a mettere mano seriamente alla situazione. Fino a oggi abbiamo sempre assistito ad assessori al Termalismo partiti in quarta e con tanti buoni propositi rimanere bloccati da qualche spirito del Bullicame. Speriamo che la Regione ci regali un amuleto per liberare il campo dai fantasmi.

I come “Il Bosco”. La fiction di Canale 5 riporta Viterbo e la Tuscia davanti agli occhi del grande pubblico. Non accadeva dall’epoca del Maresciallo Rocca e anche questa volta hanno lavorato 500 persone del posto alla realizzazione della mini-serie. Quanto tempo deve passare prima che ci si renda conto che sarebbe il caso di costituire una film commission? Sempre che la classe politica locale sappia di cosa si tratti.

M di “morosi”. Il presidente di Talete Stefano Bonori sta organizzando una task force per dichiarare guerra a chi non paga le bollette. C’è da recuperare qualcosa come 8 milioni di euro, il tutto mentre chi paga è costretto a sorbettarsi gli aumenti in bolletta. E’ proprio il Paese dove i ladri sguazzano e la brava gente paga salato.

N come “Nello Celestini”. Se ne andato un pezzo vero della storia di Viterbo, a Novantanni anche il grande leone ha deciso di levare le tende dalla sua Viterbo. Speriamo che la città sappia trattarlo meglio di quanto ha fatto in questi decenni.

P di “pranzo del Purgatorio”. Anche quest’anno un successone a Gradoli. Sono ancora tante le anime in pena.

T come “Talete”. Ora si sono resi conto che è il caso di avere una fotografia precisa dei conti della società, meglio tardi che mai.

Z di “Zingaretti Nicola”, un tour de force la sua ultima visita a Viterbo. Quando è venuto a stringere il patto per Viterbo con Leonardo Michelini nella primavera del 2013 ha trovato tanta speranza, questa volta invece tanta depressione e problemi. C’è bisogno di liquidità e di programmazione per rilanciare questo angolo di Lazio rimasto per troppo tempo fermo. Se il governatore lo capirà e sarà in grado di dare risposte potremmo anche farlo “santo subito”. Per ora lo abbiamo già pregato abbastanza.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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