L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Una settimana con al centro Amatrice e il sostegno che i viterbesi stanno dando con varie iniziative di raccolta fondi. Sono stati giorni di nuove scoperte archeologiche e della solita magica sotto la Macchina di Santa Rosa.

A come Amatrice, tante le iniziative nella Tuscia per la raccolta di fondi da destinare alle popolazioni colpite dal terremoto. Sabato il ringraziamento del sindaco Pirozzi alla cena del centrodestra viterbese: “Porto Viterbo nel cuore”.

B di “biblioteche”. Il commissario del Consorzio Biblioteche Viterbo scrive a Matteo Renzi e chiede interventi per far rinascere la cultura. Si attende la risposta del premier.

C di “centrodestra viterbese”. Prove tecniche di ripresa.

G come “Gloria”. Sempre tanta gente di sera sotto la Macchina, anche questo fa parte della tradizione.

P di “profughi”. Si parla di “splamarli” in tutti i comuni e i pifferai di ogni colore e grado suonano il loro valzer. AAA cercasi soluzione diversa dal nascondere la testa sotto la sabbia.

P2 come “Pinocchio”. Il registra Garrone ha deciso che la creatura di Collodi dovrà avere i tratti etruschi dei viterbesi. In queste ore la selezione al Cine Tuscia Village.

R di “rifiuti”. La pulizia delle strade e piazze del capoluogo rimane un vero problema anche se dalle parte di Palazzo dei Priori si continua a minimizzare e fare finta di niente? La domanda sorge spontanea: perché? E ancora: cui prodest? Traducendo: a chi giova?

T come “tombini”. Bastano poche gocce d’acqua che diverse parti di Viterbo vanno in tilt e le strade si trasformano in fiumi. Questa settimana una macchina è finita dentro un tombino scoperchiato dalla pioggia. Sicuri che la manutenzione sia fatta a regola d’arte?

V come “vacanze speciali”. In tanti si sono appassionati al diario con cui La Fune ha voluto raccontare l’avventura di Juppiter.

V2 di “Vulci”. Ancora altri tesori da questa terra magica. E’ stata trovata una nuova tomba ricchissima.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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