L'alfabeto de La Fune - La top ten
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Tra "volpi" grottane e "gomblotti" un'altra settimana viterbese è da archiviare. Al centro il tema del bilancio di previsione, che ci accompagnerà ancora fino al voto sullo stesso di giovedì. Ma è stata anche la settimana delle pastoie burocratiche dell'Inps di Viterbo e della gaffe sul sito del Comune nuovo di pacca.

B di “bilancio di previsione 2016”. L’assessore competente Luisa Ciambella ha tenuto venerdì una sorta di discorso di inizio legislatura, senza fornire un numero ai consiglieri su cui ragionare. Salvo poi fare arrivare il Peg in tarda mattinata. Uno strano modo di amministrare. Confermato il principio tutto viterbese della “trasparenza opaca”. Alla faccia del “palazzo di vetro” di micheliniano annuncio.
C come “Comitati per il Sì e Comitati per il No”. La partita si appresta a entrare nel vivo. Grande attesa per conoscere i nomi dei componenti. Se è vero che da qui passa la formazione della nuova classe dirigente renziana si prevede un grande affollamento e grandi manovre.
C2 di “Cacciari” e “Civita di Bagnoregio”. L’importante filosofo veneziano ha dedicato una lectio magistralis sulla bellezza al piccolo borgo della Tuscia. Tu chiamale se vuoi emozioni.
G di “gaffe” ma anche di “gomblotto”. Da annuali di storia la figura barbina dell’immagine del duomo d’Orvieto sul sito istituzionale di Viterbo nuovo di pacca. Tanto da conquistare anche un servizio sul Tg5. Memorabile la difesa incrociata dell’amministrazione Michelini. Vinto anche il premio “facce di bronzo”. Potrà fare bella mostra di sé al fianco di quello di Capitale Italiana della Cultura.
I come “Inps Viterbo”. Ha fatto scalpore la storia della signora di Oriolo Romano che dopo 42 anni di lavoro e contributi versati non riesce a prendere la pensione per una serie di pastoie burocratiche nell’ufficio viterbese dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Una brutta storia all’italiana.
M come “Marras” e “mafie”. Fa riflettere l’appello lanciato dal responsabile di Libera Lazio in diretta dalla trasmissione radiofonica Sbottonati sull’importanza di rompere il silenzio nel Viterbese.
S di “Serpara”. Il parco che custodisce opere di artisti contemporanei nel cuore della Teverina, precisamente a Civitella D’Agliano, apre di nuovo le porte ai visitatori. Chi c’è stato già ritorna, in pellegrinaggio attento, per tutta una serie di buoni motivi. Bravi.
T di “Troili Arduino”. E’ il personaggio della settimana, una lunga settimana iniziata lo scorso sabato con una conferenza esplosiva al Borgo di Bagnaia. Lì il consigliere ha preparato la strada di ritorno in consiglio, da dove manca da mesi. Precisamente dal momento dell’apertura della crisi originata da sette. Era rimasto “l’ultimo giapponese” a combattere la battaglia di cambio rotta dell’amministrazione Michelini. Ora anche lui è tornato e venerdì ha garantito il numero legale, portando con sé una serie di richieste per Bagnaia. Le rimarcherà con appositi emendamenti martedì e qualora non dovessero passare è pronto a bocciare il bilancio stesso.
V di “Volpi” ma anche di “volpe”. In pochi riescono ormai a capire i movimenti politici del consigliere grottano. Troppa astuzia o confusione? Ai posteri l’ardua sentenza.
V2 come “volontariato”. Lo schema “dal basso” e della “condivisione” e dialogo tra associazioni sostenuto da Marco Ciorba rischia di diventare contagioso. Lo stesso vicesindaco Luisa Ciambella ha annunciato la ventura costituzione di nuove consulte, anche quella tanto ostica della Cultura. Fosse la volta buona che tute le realtà operanti nel settore riescano a mettersi a un tavolo da pari, davanti a un caffè.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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