L'alfabeto de La Fune - la top ten
Alfabeto
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Anche questa settimana vi proponiamo una sintesi dei fatti e dei personaggi che più si sono messi in evidenza in 10 lettere. Dal trattamento sanitario obbligatorio per chi parla d'inceneritori proposto da Andrea Egidi al fantasma della "Pimpaccia" che ha rischiato di far saltare i piani di James Bond.

A di “Andrea Egidi”. Vince il premio “frase d’impatto” con la sua “A chi parla d’inceneritore dovremmo fare un trattamento sanitario obbligatorio”.

B come “Bengasi Battisti”. E’ stato un po’ l’uomo della settimana con la sua lettera aperta a Michelini e ai consiglieri comunali di Viterbo sull’acqua. Alla fine lo hanno ascoltato molto poco, ma la figura del sindaco di Cerchiano sta crescendo sempre più sul territorio.

E di “Esattorie spa”. Il destino dei lavoratori non sembra destinato ad approdi felici. Ad aprile scade la cassintegrazione e il Comune di Viterbo non riuscirà a indire il bando per il servizio prima di ottobre. Tira una brutta aria.

F come “fantasma”. Dopo quelli di Palazzo Ruspoli a Vignanello che tennero banco sulla stampa locale diverso tempo fa a rifar parlare della categoria viterbese ci ha pensato lo spirito di Donna Olimpia, detta “la Pimpaccia”. Avrebbe rischiato addirittura di far saltare i piani della produzione che a marzo sarà a Roma per girare l’ultimo film su James Bond. Alla fine è tutto rientrato e non sarebbe male vedere la sua carrozza fiammeggiante sfracellarsi nel Tevere, meglio di tanti effetti speciali degli ultimi tempi.

I di Imu agricola. Il balzello sta facendo avvelenare tutti e questa volta si rischia davvero di vedere i forconi sotto i palazzi del potere.

M di “maledetti morosi”. Dal 2010 al 2014 sono stati accumulati ben 8 milioni di euro di buco, grazie a cittadini della Tuscia che hanno ben pensato di non pagare le bollette. Ora i tempi sembrano essere cambiati e il presidente Bonori ha costruito una task force di venti dipendenti per regolare i conti. Lui è in carica da settembre, non è forse il caso di pensarci prima?

N di “nuoto”. La Larus ha portato in città, in questo fine settimana, oltre 3mila iscritti e 800 pernottanti che hanno riempito le strutture ricettive di Viterbo. Molto più di quanto riescano a fare tutti i festival locali messi insieme. Forse è il caso di puntare sullo sport, altro che città dei festival.

O come “One Billion Rising”, anche quest’anno l’associazione Erinna ha fatto ballare la città dei papi per lanciare, insieme ad altre cento città italiane e diverse centinaia nel mondo, un segnale contro la violenza sulle donne. Speriamo che il ballo serva anche alle istituzioni locali per saldare i debiti con l’associazione che ogni giorno si batte con forza sul tema grazie a un fondamentale lavoro nella Tuscia.

P di “presidenza del consiglio”. Il 19 febbraio ci è stato raccontato come il giorno del voto, ma in molti sembrano rassegnati alla fumata nera. Della serie: è stato più facile eleggere il presidente della Repubblica.

T come “termalismo”. Le ex Inps restano ferme al palo e dopo decenni di vuoto pneumatico il cerino rischia di rimanere sulle mani di Antonio Delli Iaconi. La domanda è: può un uomo solo togliere la polvere accumulata in decenni? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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