

B di Biblioteca Consorziale di Viterbo. Ora diventa anche cinema. Un’azione in linea con i tempi e i bisogni di Viterbo.
C come “centro storico”. Il tema su Viterbo è sempre caldissimo. Questa settimana è intervenuto, facendo parecchio rumore, il titolare della stranota pizzeria ‘Il Monastero’. Ha parlato molto chiaro della “ricetta per far morire il centro”. Un mix letale di decentralizzazione e pochi servizi.
D di “decadenza Moltoni”. La prefettura ha deciso di tagliare “la testa al toro” e attivare la procedura di azione popolare che farà affrontare la delicata vicenda al tribunale ordinario. Un ulteriore elemento di complicazione nel ginepraio in cui è finito Francesco Moltoni. Certo è che la sua caduta darebbe respiro alla maggioranza, facendo entrare in consiglio un fedelissimo del sindaco. Quando si dice la fortuna.
E di “Esattorie”. Questa settimana è venuta fuori una certezza, dopo tre anni di vuoto pneumatico. Il consiglio ha approvato la delibera che dà il via al bando per l’esternalizzazione della riscossione di alcuni tributi. Ergo 7-8 posti di lavoro per un paio d’anni. Peccato che i lavoratori siano 38 e per tornare a lavorare occorrerà risultare degni di entrare in una specie di short-list di “bravura”. Il tipo di “bravura” è ancora da capire, lo deciderà l’azienda vincitrice.
F come Fiore del Cielo. Protagonista della settimana il momento del ritorno, che ha costretti i cronisti a buttarsi giù dal letto alle 6 e qualcosa per essere pronti a immortalare i camion della Pe.Pa al loro arrivo al capannone sulla Tuscanese. Ora, dopo 6 trasporti, il trionfo storico su via Marconi, il titolo Unesco e l’onore dell’Expo la Macchina di Arturo Vittori avrà il suo giusto riconoscimento: il fondo di un magazzino. Maledetti viterbesi, quanto spreco e quanta cecità. Pensare che nelle vallate valdostane hanno realizzato dei musei, giustamente, anche per celebrare l’artigianato di anonimi montanari.
F2 di “Formica d’Oro”, Bagnoregio ha vinto il significativo riconoscimento per il suo lavoro nel sociale. In proporzione Viterbo dovrebbe aspirare all’elefante d’oro e invece il capoluogo rimane anche qui a bocca asciutta. Ce ne faremo una ragione.
I di “INI crew”. Un gruppo di giovanissimi è entrato nel dibattito pubblico locale con un pezzo hip-hop che sta facendo parecchio discutere. Nelle loro frasi emerge una grande attenzione per la politica del posto e i suoi personaggi. Tra i citati Serra, Michelini, Rossi e anche l’onorevole Beppe Fioroni. Da ascoltare.
Q di “Quintarelli Mario”. Intervistato alla trasmissione Sbottonati (Radio Verde) ha dichiarato candidamente di stare ancora cercando un pregio del sindaco Michelini. Forse per questo i sette, dopo tanto rumore, hanno deciso di lasciarlo al suo posto. L’hanno fatto in nome della scienza, così da poter continuare la ricerca. Dopotutto non di solo pane vive l’uomo…
R di “Respect y(our) city”. Con una serie di scatti Bruno Pagnanelli, l’uomo che ha inventato il diario della costruzione della Macchina di Santa Rosa, accende la luce sulla Viterbo del degrado. Bottiglie e buste di plastica nelle fontane, strade che più che appartenenti a una tranquilla provincia del Lazio starebbero bene in una zona martoriata dalla guerra e scritte vandaliche su muri medioevali. Un viaggio che abbiamo deciso di riproporre, pubblicando una foto al giorno. Nella speranza che tutto questo possa servire per cambiare qualcosa.
R2 come “referendum sull’acqua pubblica”. Tanto rumore per nulla. La Fune, andando a spulciare le norme, ha scoperto che alla fine della fiera tutta la gazzarre di queste settimane poteva essere evitata. Infatti c’è un parere del Ministero che parla chiaro: “Senza regolamento manca il presupposto per l’attivazione della consultazione”. Come direbbe Mammorappo: “Hai capito come?”.

















