
C di “crisi” al Comune di Viterbo. Ormai è talmente lunga che sembra che ci sia sempre stata. Sembra.
D come “decadenza di Moltoni”. Ma davvero la prefettura di Viterbo ha inviato al Comune tre solleciti nei giorni 2, 9 e 10 febbraio? Marini dice di avere le carte che lo dimostrano. Alla luce di questo forse è il caso di rileggere le recenti dichiarazioni del senatore Ugo Sposetti, non parla mai a caso.
F di “furti sacri senza scasso”. E’ accaduto a Tuscania, nel duomo di San Giacomo, qui qualcuno ha fatto sparire paramenti sacri del Settecento e dell’Ottocento. I bene informati parlano di un valore di 40mila euro. Speriamo che la diffusione della notizia faccia pentire gli autori a cui consigliamo di riportare tutto dove l’hanno preso, anche questa volta senza scasso.
I di “invasione di festival”. Da metà giugno ad agosto la parte più storica della città è stata prenotata da quattro eventi culturali. Una vera e propria occupazione, speriamo che portino anche turisti.
L come “Led”, la Procura ha acceso la luce su una serie di appalti, legati all’illuminazione, per un valore complessivo di 5 milioni di euro. Manette per il vertice della Cpm, società che si è aggiudicata la realizzazione dei servizi. Sotto la lente, come indagati, anche tecnici e politici dei comuni di Civita Castellana, Grotte di Castro e Villa San Giovanni in Tuscia. La luce al led favorirà l’accertamento rapido della verità.
L2 di “lettere”. In questo inizio d’anno sono molto gettonate. Ormai a Viterbo i politici non si parlano più incontrandosi o telefonandosi ma scrivendosi lettere sui giornali. L’obiettivo? Esercitare pressione, naturalmente. Il più “corteggiato” ultimamente è stato Francesco Serra, rubacuori.
M di “mattatoio” o se preferite di “macello”. Fino al 30 giugno il funzionamento del servizio è garantito dalla proroga ma sul “diman non v’è certezza”. La situazione è infatti diventata incandescente, soprattutto dopo la lettere dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione che pone diversi punti interrogativi sull’iter scelto dall’amministrazione comunale.
R come “registrazioni fantasma delle commissioni”, nel senso che da due anni a questa parte quanto i signori consiglieri del comune di Viterbo si dicono non rimane da nessuna parte. E’ una nuova concezione della democrazia e del “palazzo di vetro” che Michelini annunciò allo scoppio dell’inchiesta Vento di Maestrale. Ve lo ricordate?
R2 di “ricordo di don Mario Gargiuli. 50 anni fa perse la vita in un tragico incidente d’auto quello che in molti ancora ricordano come un vero prete, uno di quelli bravi che ti ascolta e ti sa indicare le strade.
V di “vita su Marte”. C’è e uno studio dell’Unitus lo ha dimostrato. Non sappiamo se sia anche “intelligente”, ma all’assenza di quella siamo abituati.


















