
B di buche. Questa settimana abbiamo scoperto che le strade sono ridotte così come sono perché per sistemarle vengono utilizzati materiali scadenti. E’ davvero questo l’uovo di Colombo del 2016.
C come Caffeina, il noto festival viterbese diventa un evento “col Baffo”. Il nuovo presidente, successore di Michele Pepponi, è infatti il fondatore storico dell’appuntamento viterbese Andrea Baffo. Buon lavoro.
C2 di “ciao Carnevale”. Si è spento, come ogni anno, di martedì. Ora chi glielo spiega ai viterbesi che quanto accade a Palazzo dei Priori non è una “carnevalata”?.
C3 come “chiusura del centro storico”. Sulla scrivania di Michelini sarebbe pronta da mesi l’ordinanza per l’attivazione della Ztl nella zona monumentale. Manca solo la firma.
G di “Genio”. Come il cinema ma anche come chi ha generato l’attuale situazione. Noi facciamo una scommessa: usciti di scena i Ferretti i viterbesi non rivedranno mai più quella struttura aperta. Vacci a mettere mano senza le deroghe sui permessi …
G2 come “Giorno del Ricordo”. Dicono che a Civita Castellana sono stati smemorati.
R di “rinvio”. In casa dem sembra essere all’ultima moda rinviare gli incontri decisivi sulla sorte dell’amministrazione Michelini. La chiamano “sindrome da paura del voto a giugno”. Pare sia guaribile senza medicinali dopo il 18 febbraio, giorno in cui è stato appunto
fissato un nuovo incontro con Lorenzo Guerini e Fabio Melilli. Coincidenze.
T come “tutti d’un sentimento”. Il Sodalizio dei facchini si appresta a rinnovare le proprie cariche statutarie con il voto di sabato 20 febbraio. Non c’è trippa per gatti su quanto riguarda le cariche di presidente e capofacchino. Massimo Mecarini e Sandro Rossi infatti sono riconfermati senza il bisogno di ricorrere alle urne. Un onore che spetta a pochi. Buona continuazione del lavoro.
U di “uffici”, in quelli del Comune di Viterbo c’è grossa crisi.
V di “Villa Lante”, sempre bellissima anche se meriterebbe di essere inserite in progetti turistici di più ampio respiro. Dopo otto anni è tornato a casa il ritratto di Marcello Lante della Rovere. Il dipinto settecentesco era sparito nel lontano 2008. Venerdì è stato riportato
a casa dal procuratore uscente Alberto Pazienti e da quell’omone che è l’ispettore Felice Orlandini. Impossibile venire a sapere dove l’hanno ritrovato. E’ giallo.

















