L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Settimana all'insegna della politica, della crisi e delle "supercazzole". A Viterbo ne girano di enormi, a volte sorprendenti. E' come se esistesse un servizio segreto, non sappiamo a chi facente capo, addetto alla mistificazione della realtà oggettiva. Segui poi le altre lettere per capire cosa è accaduto.

C di “centrodestra”. Questa settimana hanno dato un segnale di unità, approfittando della presentazione ufficiale di Conservatori e Riformisti di Fitto. Si sono presentati tutti al Garbo e hanno scattato una bella foto di gruppo. Chissà quanti pezzi della famiglia rimarranno davvero insieme quando si tratterà di decidere il candidato sindaco per davvero?

C2 come “Crocifissione”. La tavoletta custodita al Museo del Colle del Duomo sta generando un bel dibattito riguardo l’attribuzione della stessa. Continuiamo a consigliare il coinvolgimento dei Ris di Parma, potrebbe trovare tra i colori tracce del dna di Michelangelo.

D come “diari della bicicletta (in tandem)”. Per sette giorni vi abbiamo raccontato le avventure in Spagna del viterbese Daniele Bifulco sul tandem con il suo amico non vedente Mario Galanti. Una storia davvero bellissima, che racconta speranza e tante possibilità. Bravi.

D2 di “dove andranno a finire parecchi degli attuali amministratori di Palazzo dei Priori?”. Sulla domanda si stanno interrogando importanti teologi.

E come “ex Terme Inps”. All’improvviso è spuntata fuori la notizia che c’è un project financig di 10 milioni di euro per rimetterle in servizio. Poi si è scoperto che stava nel cassetto dell’amministrazione comunale da ottobre e la cosa ha fatto inquietare non poco Piazza Democratica , che poi è un pezzo del Pd, e Solidarietà Cittadina. Queste realtà infatti stanno portando avanti un’operazione verità e trasparenza sul termalismo, anche facendo sponda sul Comune. Evidentemente non tutti stavano giocando a carte scoperte.

O come “Oltre le mura” ma sempre più anche di “oltre Michelini”.

S di “sentinelle in piedi”. Secondo noi continuano a sbagliare libri. Più che contro i diritti di altri dovrebbero leggere per assicurare vere tutele alle famiglie. Non si sono accorti che magari tanti ragazzi vorrebbero farsi una famiglia tradizionale ma non possono perché a 40 anni non hanno uno straccio di lavoro o sono precari? Queste sarebbero cose per cui leggere e combattere, se si vuole bene alla famiglia naturalmente. Se poi si deve fare ideologia e scontro allora stanno andando benissimo.

S2 di “supercazzole”. La politica viterbese ne è piena. C’è una rete di informazione e controinformazione da spavento, a danno di tutti sia ben chiaro.

T di “treno”. A usare l’immagine del treno in corsa per definire l’amministrazione Michelini è stata, questa settimana, il vicesindaco Luisa Ciambella. Sulla rete si è sbizzarrita l’ironia, considerando che gli avvenimenti lasciano presagire una fine a breve dell’esperienza. Un treno in corsa verso il deposito? Tra pochi giorni capiremo in maniera definitiva il tutto.

U come Unione, nel senso del Teatro viterbese. Apprendiamo che aprirà entro marzo 2017. Se non sbagliamo ci era stata raccontata una riapertura ad autunno 2015. Supercazzola anche questa.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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