L'alfabeto de La Fune - La top ten
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Dai ragazzi speciali in Molise all'omertà dei viterbesi che hanno visto il "lanciatore del fumogeno" ma non hanno parlato. Una settimana in dieci lettere.

B come “Bagnoregio”, più precisamente come “Civita di Bagnoregio”. Ma anche come “Bigiotti Francesco”. Questo sindaco dei miracoli sarà tra qualche ora a Milano per lanciare dal palcoscenico niente male di Expo l’appello per il salvataggio del borgo e per il riconoscimento a patrimonio Unesco. Dai che ce la facciamo.

C come “caporalato”. “Una mattina mi son svegliato e ho trovato … il caporale”. E’ accaduto nella Teverina. 20 operai in nero, attività sospesa e 95mila euro di multe. Decisamente un sabato nero.

F di “fischi”. Abbiamo rivisto bene il video del trasporto e il boato di fischi scoccato poco prima del “sollevate e fermi” a piazza San Sisto sono proprio tutti per il primo cittadino. Nei giorni scorsi il diretto interessato aveva provato a smentire ma la prova video lo inchioda. Speriamo accada lo stesso anche al lanciatore del fumogeno contro Gloria. Chi sa qualcosa lo segnali alla questura, oppure lo dica a noi. Certi cretini non possono essere lasciati impuniti, no?

G come “Gloria”. La Macchina di Ascenzi continua a incassare applausi, anche da ferma e di giorno. Abbiamo il nuovo Volo d’Angeli, chapeau.

O di omertà. C’è a Viterbo come a Palermo. Altrimenti non si spiega come nessuno abbia tentato di fermare il “lanciatore del fumogeno” e come mai nessuno sia stato in grado di descriverlo dettagliatamente agli inquirenti. Poteva succedere un casino grande e magari potevano finire coinvolte anche persone a cui volete bene. L’omertà è senza dubbio la mafia più grande e appartiene a tanti, troppi. Pentitevi e andate in questura oppure parlate con noi, sapete dove trovarci.

P come “padre Maurizio”. Per chi lo ha conosciuto quando era parroco al Murialdo è un piacere sapere del suo ritorno, anche se per qualche giorno, in città. Ha combattuto in prima linea contro Ebola in Sierra Leone e ora torna per ringraziare i viterbesi che hanno inviato preziosi aiuti. Importanti per salvare vite umane. E’ decisamente lui l’uomo della settimana. Bentornato.

S di “speciali”. La lettere S la dedico ai trenta fantastici ragazzi Be Different Juppiter con cui ho condiviso lo scorso fine settimana in quel del Molise. Grazie anche per l’occasione di avermi fatto scrivere il vostro “diario molisano”.

T come “Talete”, il momento è buio. La società è stata lasciata nel guado dai sindaci soci e i 150 dipendenti sono di fatto nel guano. Lunedì attesa la conferenza stampa del presidente Stefano Bonori, ma la notizia sulle sue dimissioni è di fato già trapelata.

U di “uffici comunali”. Quelli sotto ai portici di Palazzo dei Priori sono prossimi al trasferimento. Destinazione piazza Fontana Grande. E la grande domanda è: cosa si farà con gli spazi del palazzo del Comune? Speriamo non l’ennesimo urban center.

V di “volontariato”. Quello viterbese punta alto e sogna di strappare il titolo di capitale europea a realtà molto più grandi e importanti. Una scommessa giocata anima e corpo dal presidente Marco Ciorba, che ha saputo fare sistema e farsi volere bene dal mondo del terzo settore. Il 21 settembre la consegna del dossier, ma di fatto una vittoria c’è già. Rispetto al dossier per la candidatura di capitale italiana della cultura si è giocata una partita inclusiva. Una città vera è fatta anche di questo. Forse è il caso di cambiare la definizione: Viterbo città d’arte e di volontariato. La cultura infatti è roba per pochi, a queste latitudini. Anzi, per pochissimi e ben rappresentati “colà dove si puote”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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