L'alfabeto de La Fune - la top ten
Alfabeto
Gli Stati Generali La Fune
Una settimana breve ma intensa. Ne sono successe veramente tante e abbiamo cercato di scriverle nel modo più divertente. Buona lettura.

A di arsenico. Dopo anni di file alle casette dell’acqua è arrivato il momento di rimettere in garage i “boccioni” da 5 litri. L’emergenza è finita, i dearsenificatori daranno acqua pulita ai viterbesi. Il veleno ci arriverà direttamente in bolletta.

C di “complesso”. “Quello di San Pietro è più importante di quello di San Francesco”, così ha detto Michelini. Speriamo che questa valutazione non faccia venire i complessi a nessuno.

E come “Expo 2015”. Confartigianato Viterbo sta sul pezzo come nessun’altro a queste latitudini e il Fuori Expo è al momento l’unico modo percorribile per portare Viterbo oltre le mura.

F di “Filippo Rossi”. Ha lasciato la poltrona di presidente del consiglio e aperto una partita complicata per l’individuazione del suo successore. Ma Rossi ha fatto di più, ha lasciato a questa maggioranza un testamento dove c’è scritto “basta giochi, così non si va da nessuna parte. Amministrare la città significa programmare su tempi medi e lunghi”. Nessuno però sembra volerlo leggere. Il buon Rossi dovrebbe dedicare una palco di Caffeina proprio alla lettura pubblica del testo, magari accompagnato al piano dal maestro Gentile.

I come “inceneritore”. La Fune aveva sentito puzza di bruciato in tempi non sospetti, poi Viterbopost ha indicato esattamente cosa bolliva in pentola: il desiderio di Enel di riconvertire i propri impianti di Montalto a bruciatori di rifiuti. E così il Viterbese perderebbe il proprio sbocco estivo sul mare. A meno che qualche coraggioso non volesse provare l’ebbrezza di una vacanza tutta sole, mare e nano particelle. Il primo risultato che produrrebbe l’andata in porto del progetto? Trasformare in immondizia le case al mare del litorale viterbese. Buona fortuna!

M coma “Macchina di Santa Rosa”. E’ stata la settimana della grande fatica per la commissione chiamata a decidere. Lunedì alle 16 conosceremo il nome dei vincitori. I soliti maligni insinuano che la partita sia stata tutta già decisa politicamente. E’ una malignata. Lo sanno tutti che i politici non sono fonte attendibile, per carattere sono propensi a promettere a tutti.

N di “Nazareno”. Giulio Marini ha approfittato dello stallo in maggioranza per l’elezione del nuovo presidente del consiglio per suggerire l’idea di un patto del Nazareno in salsa viterbese. Forse ha paura che veramente il Comune possa venire giù in tempi brevi, finendo per travolgere anche lui. Se si votasse a giugno il centrodestra non lo candiderebbe più come sindaco e il”bandolero stanco” ha quindi bisogno di tempo per riportare in alto le sue quotazioni. Che grande “Nazareno”!

O di “Old Rugby Viterbo”. Quelli della Querciaiola hanno fatto un calendario che sta sconvolgendo l’esistenza degli adolescenti viterbesi e non solo. I genitori si lamentano perché i bagni di casa sono sempre occupati. Invece il calendario degli Old del rugby si preannuncia come fattore di divorzi tra le quaranta-cinquantenni viterbesi. Solidarietà e fisicacci maschili sono i punti di forza di questo calendario, compratelo!

P come “pace” tra Palazzo dei Priori e Sodalizio dei facchini. Abbiamo auspicato più volte una composizione dell’assurda frattura tra il Comune e i cavalieri di Rosa, frattura che sta creando malumori diffusi in città. A fornire l’occasione la notizia dei 200mila euro dal ministero della Cultura alla rete delle macchine a spalla e la prontezza di riflessi dell’ex ministro Giuseppe Fioroni, che ha colto la palla al balzo per mettere nero su bianco un messaggio in questa direzione per Michelini e i suoi. E il sindaco, visto il ramoscello d’ulivo sventolato da super Peppe, ha fatto come Garibaldi a Teano: “Ubbidisco”.

V di “Vannini Andrea”. Sarà un professore, sarà competente e preciso. Sta di fatto che all’interrogazione, presentata da Buzzi, per sapere quanta carta, vetro e plastica è stata differenziata nel 2014, a chi è stata venduta e quanto ci hanno guadagnato ha di fatto saputo rispondere a una domanda su tre. Esame non superato, torni a settembre.

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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