L'alfabeto de La Fune - la top ten
Alfabeto
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Finalmente un progetto di ricerca che si interessa del Monte Bisenzio, fino a oggi se ne erano occupati solo i tombaroli. Ma c'è anche molto altro nell'alfabeto di questa settimana. Tutto in dieci lettere.

A come “affreschi”. Sapevamo che la storia che abbiamo rilanciato domenica scorsa e messa sotto gli occhi dell’opinione pubblica da Mauro Galeotti avrebbe fatto rumore. Un rumore che però è poca cosa rispetto al silenzio assordante da parte del sindaco Leonardo Michelini. Eppure Galeotti racconta che il sindaco era stato avvisato di tutto. Se fosse vero sarebbe gravissimo.

B come “Bizzarri Daniela”. Affezionatissima alla trasmissione radiofonica Sbottonati non si è proprio retta durante l’ultima intervista rilasciata. Ferita per la figura di “M” della maggioranza all’ultimo consiglio ha puntato il dito verso i suoi colleghi di maggioranza che non si degnano di andare in consiglio. Soprattutto ha puntato il dito su Michelini, reo di non fare nulla per sanare questa situazione. Sarà il caldo ma Daniela questa volta ha fatto di più che “sbottonarsi”, si è messa a nudo.

C come Cinque Stelle. Segnaliamo che il movimento di Gianluca De Dominicis sembra aver iniziato una fase di scongelamento. In quest’ultima settimana i pentastellati si sono fatti sentire, prove tecniche di campagna elettorale?

G come Grotte Santo Stefano. Serviva un progetto come quello della centrale a biometano a un chilometro dal paese per far tornare in mente ai viterbesi che anche questo paese fa parte del Comune. Poi si dice il secessionismo.

M di “Monte Bisenzio”. Finalmente un progetto di ricerca internazionale si interesserà delle ricchezze archeologiche dell’importante sito sulle sponde del lago di Bolsena. Fino a ora ci avevano pensato solo i tombaroli.

P come “petizione”. Inevitabilmente uno dei temi caldi della settimana ha riguardato il Bagnaccio. Dall’oggi al domani i viterbesi hanno rischiato di veder sparire una delle poche cose che in qualche modo, e con i suoi limiti di convenzione, hanno funzionato negli ultimi 30 anni di storia del termalismo viterbese. In tanti infatti, non capendo cosa stava accadendo, pensavano che il Comune avesse deciso di chiudere il pozzo per una sorta d’invidia. Fantasie popolari, naturalmente. Ma la gente ha reagito comunque e la petizione in difesa dell’attuale gestione del sito termale è stato firmato da più di mille persone.

S di “Scaparro Maurizio”. La sua donazione al Consorzio Biblioteche ha cambiato tante cose in città. Chissà quanti se ne saranno accorti? Non importa, prima o poi vedranno, per citare Seneca “non si può fermare il vento con le mani”.

T come “Troili Arduino” ma anche come “tiè, senti che ti dico”. Anche lui “sbottonatissimo” su Radio Verde ha parlato dei problemi della maggioranza. Frase cult: “Il sindaco deve tirare fuori gli attributi o dire che non ce li ha”.

U di “Unione dei Comuni della Teverina”. A Nord sta nascendo un nuovo mondo, che sta seminando il capoluogo. Ne abbiamo le prove.

V come “Villanova”. Nel senso del quartiere ma anche della chiesa, anzi soprattutto della chiesa. Nel giorno della Madonna del Carmelo il consiglio comunale scioglie una situazione che poteva rischiare di mandare all’aria il completamento del nuovo edificio di culto. Un miracolo fatto da tanti consiglieri di buona volontà.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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