
A come “amministrative” nella Tuscia, ma anche come “ammazza che tristezza questo giro”. Al voto solo Blera e Bomarzo e alle 23 conosceremo i nuovi amministratori. Non si prevede un grande audience.
B come “balena bianca”. Qualcuno, tra i politici se la sogna tutte le notti e non certo perché appassionato di Melville. A qualcuno piacerebbe tanto anche vederla nuotare nell’acquario di Palazzo dei Priori, dove l’attuale maggioranza sta finendo seriamente sott’acqua. Ma occhi aperti perché le balene possono anche mangiarci. E’ successo pure a Pinocchio.
C come “cattivi”. A Palazzo dei Priori ce ne sono tanti, o almeno così ci raccontano quelli che tra i banchi del consiglio o sugli scranni della politica siedono. Si tratterebbe di gente disposta a tutto per una poltrona, che non avrebbe capito che Michelini, come lui stesso ha dichiarato, “non fabbrica poltrone”. Ma noi questo lo sapevamo già, fa il vivaista e non produce divani. La cosa che non capiamo è perché, nonostante questo mestiere, abbia un così cattivo rapporto con la “Serra”. Torniamo però ai cattivi, che vogliono le poltrone. Noi non abbiamo capito una cosa: se sono cattivi quelli che chiedono le poltrone, quelli che già ce l’hanno sono buoni e disinteressati? Così, tanto per chiedere.
E di “Expo”, di “Macchina di Santa Rosa a Expo” e di “articoli sull’Expo”. Il nostro pezzo che racconta le luci e le ombre di questa operazione realizzata dal Comune di Viterbo ha conquistato molti. Ci hanno fermato nei bar per farci i complimenti, ci hanno scritto. Sapete cosa è piaciuto tanto? Che abbiamo preparato l’articolo avendo visto davvero, recandoci a Expo, come stanno le cose. Il giornalismo ha ancora un futuro, basta farlo.
M come Michelini, ascoltare le sue dichiarazioni alla stampa a volte ci fa porre tante domande. Una delle più belle dichiarazioni – dopo che il primo cittadino ha smesso la casacca da arbitro ed è diventato un giocatore di punta della partita politica in atto nella Tuscia – è che se cade il Comune chi lo fa cadere se ne prende la responsabilità. A Michelini suggeriamo di non cercare, nell’eventualità, troppo lontano il colpevole. Gli basterebbe guardarsi allo specchio.
P come “presidente del consiglio”. E’ stata la settimana del Maria Rita De Alexandris show. Giovedì ha rimesso il proprio incarico nelle mani del consiglio. In sostanza ha chiesto ai consiglieri di dirle cosa fare: se mollare o restare. La mattina ha invece deciso di infischiarsene del parere del consiglio e ha bruciato le tappe. Si è dimessa tra le lacrime. Quando si dice il gesto spontaneo.
R come “referendum popolare”. A Viterbo non s’ha da fare e quelli del comitato ‘Non ce la beviamo’ scrivono al prefetto. Speriamo non “se la beva” nemmeno lei.
S come San Lazzaro. Il cimitero viterbesi è messo male. Ci sono anche le bare alla luce del sole, un rimedio contro qualche caso di vampirismo?
T come Troncarelli Alessandra ma anche come “tutta d’un pezzo”. Se è cattiva o buona non sta a noi dirlo, ci pensano altri. Ma se i “serra-panunziani” sono antropologicamente così attaccati alle poltrone, come in molti cercano di raccontare, perché lei ha rifiutato di firmare l’incarico ai Servizi Sociali? C’è qualcosa che non quadra.
V come “Viuuulenza”. In consiglio comunale, giovedì, si sono rischiate anche le botte. A innescarle le parole di quel “mefistofele” politico di Sergio Insogna. Quando la De Alexandris ha rimesso nelle mani del consiglio la propria carica si è innescata una reazione a catena. Insogna ha detto: “Presidente, nessuno le ha chiesto di dimettersi”. E Barelli ha sbottato: “Fatti gli affari tuoi”, detta più carica in realtà. E nella sbottata si è avvicinato a Insogna. Nel ruolo di “commesso” consigliare Christian Scorsi che ha sedato lo scontro. La politica è la continuazione con altri mezzi della guerra, effettivamente è così.


















