L'alfabeto de La Fune - La top ten
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Tutta l'ultima settimana in dieci lettere. Dalle matite date da Paolo Simoni in consiglio comunale allo scontro a distanza Serra-Sodalizio.

B come “bombardamento del ‘44”. E’ sicuramente stato quello del ricordo di quel tragico 17 gennaio il momento più toccante in città. Alle 13,15 è suonata la sirena dell’allarme, quasi a richiamare in maniera concreta quei morti, quelle macerie. Un monito sui disastri che originano dall’odio e dalla guerra. Un monito che dobbiamo portarci sempre stretto, specie in questi tempi di fomentatori stupidi.

C come “cinesi”. Sono arrivati in città questo sabato, per ammirare le nostre bellezze. E’ un’opportunità che ci viene offerta da Expo 2015. Per Michelini un’occasione ghiotta, visto che ha sempre detto di voler portare il capoluogo della Tuscia “oltre le mura”. Visto che ormai l’omonima lista civica di fatto non esiste più potrebbe essere un modo per non farsi assalire dalla nostalgia. Nostalgia canaglia.

D di “Del Piombo superstar”. Ora lo vogliono anche quelli della National Gallery di Londra. Un colpaccio, niente male. Basta che la Soprintendenza non decida di fare della tela del grande artista una nuova figlia “della sora Camilla”. Quale? Quella che tutti la vogliono e nessuno la piglia.

G come “Giornata del microchip”, considerando che il Comune di Viterbo spende 700mila euro all’anno per i canili sarebbe il caso di metterne uno al cane e uno anche al padrone. Per andare sul sicuro.

F come “focarone”, tutti gli anni una certezza. Anche se questa volta, dicono i maligni, il grande fuoco è sembrato piuttosto modesto. Almeno, dicono, più basso di un paio di metri. Effetto dell’austerity?

G di “gobbo di Notre Dame”. Il termine è stato portato nell’agenda del dibattito viterbese dall’ex sindaco Giulio Marini, per dire che in confronto le 55 slide presentate da Michelini sono meno aggraziate. “Ah quanto è agra quell’uva”, direbbe Esopo.

 

M come “matite”. Sono diventate il simbolo della libertà d’espressione. In settimana il consigliere Paolo Simoni ha avuto l’idea, apprezzabile, di donarle ai suoi colleghi consiglieri. Peccato che tra loro ci sia qualcuno che rifiuta anche di farsi intervistare.

P di “Pelliccia Paolo”. A lui il premio “colpo di teatro”. La conferenza stampa di presentazione del nuovo cartellone di eventi della biblioteca Anselmo Anselmi è stata dominata da un’immagine curiosa: il commissario con a fianco una bottiglia di vino e un bicchiere. Un modo per sottolineare che in città la cultura e il vino sembrano andare ultimamente molto d’accordo. Ecco a cosa devono essere dovute certe visioni miracolistiche del tipo: “Viterbo città dei festival” o “Viterbo città d’arte e di cultura”.

S come “Sodalizio versus Serra”. Ancora un botta e risposta tra le due sponde del fiume e la sensazione che se si continua così quella sera del tre rischiamo di trovarci di fronte un qualche “spettacolo” imprevisto.

U di “Ubertini Claudio”, da una sua intervista è venuto fuori un segnale. Nel caso Michelini vacillasse il centrodestra sarebbe pronto a ricompattarsi e suonare la carica a Palazzo dei Priori.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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