L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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ALFABETO - Una settimana raccontata in dieci lettere per ogni evento interessante e che ha scatenato dibattito. Centrale il rimpastino Arena ma anche il termalismo, il sindaco eroe di Rocca di Papa e tanto altro.

B come “biogas”. A Grotte Santo Stefano scoppia la grana.

C1 di “commissariamento”. Notizia del fine settimana è che la Regione Lazio sarebbe pronta a dare mandato per il commissariamento dei comuni della Tuscia che ancora non sono entrati in Talete. Una bella storia infinita di cui però stanno per arrivare le pagine migliori. Ne vedremo delle belle. 

C2 come “Civita Cinema”. E’ stata la settimana della presentazione del programma.

M1 di “multa” per chi beve alcol per le vie di Viterbo dopo la mezzanotte. Previste sanzioni fino a 500 euro, della serie tolleranza zero. Sempre che ci sia un vigile in servizio a quell’ora. 

M2 come “mercato del sabato”. Scongiurata l’ipotesi del trasferimento dal Sacrario a Piazza della Rocca. Ora la scelta è tra via Garbini e Carmine. 

P come “prove di portata”. E’ stata anche la settimana del Sodalizio dei Facchini. Un piccolo assaggio del clima Santa Rosa in questo inizio estate. Forza!

R come “rimpasto”. Il sindaco Giovanni Arena ha utilizzato una tecnica semplice, per andare liscio. “Togli un assessore, metti un assessore”. Nessuno scivolone e tanti sorrisi per questo nuovo tagliando di maggioranza a Palazzo dei Priori.

S come “sindaco eroe”. Che in questi giorni si scrive anche con un nome e cognome: Emanuele Crestini. Il primo cittadino di Rocca di Papa che ha perso la vita per comportarsi in maniera esemplare. Onore ai sindaci, tanti, che credono davvero in quello che fanno sui propri territori.

T di “Termalismo”. L’assessorato torna nelle mani della Lega e l’augurio è che serva a qualcosa di più che a costruire un bel mazzo di cariche. Anche perché può capitare anche nei giochi di carte che chi ha tanti carichi alla fine può incartarsi.

V come “Viterboh”. Un nuovo fenomeno nel cielo viterbese. Subito ha spaccato il pubblico: chi li idolatra e chi li detesta. Alla seconda categoria appartengono i soliti con la puzzetta sotto il naso che odiando profondamente se stessi mentalizzano trovando capri espiatori. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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