L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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ALFABETO - Dieci lettere per raccontare il meglio dei sette giorni che ci lasciamo alle spalle. La settimana è stata segnata dal voto delle europee e delle amministrative e da quello che è venuto fuori dalle urne.

A1 come amministrative. Sono state particolarmente emozionanti e hanno segnato l’ingresso della Lega sullo scacchiere politico dei comuni della provincia. A Tarquinia e Civita Castellana potrebbe esserci, proprio con il ballottaggio, la svolta leghista. 

A2 come Arena Giovanni, un sindaco che è davanti a un bivio. O riesce a trovare la strada per emergere, nonostante le mille criticità, o è destinato a rappresentare un punto di flessione nella storia viterbese dopo Marini e Michelini. 

D di “denuncia”. Sempre il sindaco Arena non ha gradito i manifesti fatti affiggere dal movimento politico guidato da Chiara Frontini e che mettono in evidenza i costi determinati dalla sua giunta. La reazione di Arena è dura e le parole usate per commentare il gesto poco felici ma anche la consigliera Frontini non ha fatto una grande figura. 

E come “ex Terme Inps”. Tra trenta giorni Federterme consegnerà il progetto definitivo. Fosse la volta buona!

F come Forza Italia, che ormai di forte sembra avere più soltanto il nome. La performance degli azzurri a livello nazionale è stata molto deludente e nell’Italia Centrale e quindi anche nella Tuscia sono andati peggio. 

L come “Lega” o sarebbe più corretto dire ormai “superlega”. La febbre per Matteo Salvini sale di brutto nella Tuscia che ottiene un risultato da provincia del Nord. Per Fusco e i suoi questo Carroccio sta diventando d’oro massiccio. 

G come “giunta”. Dopo l’approvazione del rendiconto, il 4 giugno, sapremo se si avrà un rimpasto o un vero e proprio azzeramento delle deleghe. In questo secondo caso Arena rischia seriamente di non riuscire più a comporre il puzzle.

P di “Peperino in Fiore”. Vitorchiano rinasce e mostra il suo volto migliore. In questo fine settimana merita davvero la visita.

R come Repubblica, buona festa a tutti gli italiani.

S di “Saviano Roberto”. A Viterbo per Caffeina il 18 giugno prossimo. 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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