L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Una settimana con fatti di cronaca che lasciano riflettere su un generale stato di abbandono che vive il capoluogo. Dai cinghiali a zonzo in pieno giorno per Santa Barbara al bambino finito in rianimazione per essere stato al parchetto del Carmine. Per non parlare della politica locale, quella sì sempre più alla frutta.

A di “abbandono”. Quanto accaduto al parchetto del Carmine questa settimana dà l’idea di una città galleggiante, dove può accadere di tutto. 

come “cinghiali”. Ben tre esemplari sono stati immortalati a scorrazzare, in pieno giorno, per le vie di Santa Barbara. Il primo che riuscirà a mettergli un guinzaglio e portarli a fare i bisogni al parco vince tutto.

D di “debolezza”. Paradossale quanto sta accadendo sul territorio della Tuscia. La Lega, partito forte, messo sotto schiaffo e colpita pesantemente dagli alleati storici del centrodestra. La vicenda di Talete parla chiaro. Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno stretto un’alleanza col Pd per tagliare fuori il Carroccio, il tutto a una manciata di giorni dal voto. Voto che li vede insieme in diversi comuni della Tuscia. Un segnale di debolezza che rischia di avere anche ripercussioni sull’elettorato. 

F come “flashmob”. In piazza del Comune quello per dire no ai circhi con animali. 

G di “Gubbio”. Questa settimana trasferta viterbese per assistere ai mitici Ceri.

M di “Mille Miglia”, la storica corsa ancora appassiona. In tanti a fare da ali al passaggio di auto da sogno. 

P1 come “povero Palazzo dei Priori”. Si è di fatto spalancata la terza crisi dell’era Arena. La vicenda Talete rischia di affossare l’amministrazione. Già in settimana si prevede tempesta, dopo il 26 maggio si consiglia di preparare l’arco come Noé.

P2 di “plastic free”. Anche Vitorchiano dichiara guerra all’abuso nei consumi della plastica. Il capoluogo invece continua a dormire, troppo impegnato nelle beghette dei partiti e della loro politica di plastica. 

V come “Viterbo CleanUp”. Uno dei pochi punti di luce cittadina in un mare di tenebra. 

Z di “Zaffera”. Il Comune non ci fa niente da anni ma Caffeina, così dichiara l’assessore Paolo Barbieri, occupa quegli spazi abusivamente. Che disastro. 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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