
A di “Arena Giovanni”. Giorni di “passione” (in senso pasquale) per lui. Anche se il bilancio passerà perché nessuno vuole andare a casa, of course.
B come “borgo fantasma”. E alla fine sono arrivati davvero i “cacciatori di fantasmi”, anche se non bisogna chiamarli così perché si arrabbiano.
F1 di “fiera dell’Annunziata”. Come sempre, da diversi anni a questa parte, senza infamia e senza lode.
F2 come “Francigena”. Una puntata di Sbottonati, in onda su Tele Lazio Nord, ha posto una domanda centrale: ma davvero è stata fatta una gestione manageriale?
G di “gruppo misto”. Un po’ come nel fritto in quello di Palazzo dei Priori rischia di finirci dentro di tutto.
N come “Nome della Rosa”. La fiction tratta dal capolavoro di Umberto Eco diventa anche un tour turistico nella Tuscia, scelta come set di diverse riprese: dall’ormai lanciatissima Bagnoregio ai boschi, anche questi straordinari, dei Monti Cimini.
O di “Orvieto”. La città umbra torna fortemente a farsi sentire anche sul tavolo della Tuscia. All’ombra del duomo infatti ha preso vita un movimento importante che punta ad accendere i riflettori sulla diffusione dei noccioleti sul territorio. Occhio perché questa è la partita, anche politica, dei prossimi anni.
T1 di “Tari” ma anche di “tanto pagano sempre i cittadini”. Previsto un aumento del 7% sulla tassa, che si somma al 15% di lievitazione con l’ultimo bilancio Michelini. In due anni i viterbesi pagheranno per il servizio rifiuti il 22% in più. Considerando tanti aspetti e gli ultimi sviluppi, con il chiacchieratissimo appalto ponte, c’è veramente da perdere la pazienza. Ci sarebbe chi è pronto a esclamare: “Questa classe politica locale è una monnezza”. Perdonatelo.
T2 come “ticket unico di Viterbo per i turisti”. Dentro troviamo Palazzo dei Priori, Museo Civico e Teatro Unione. Peccato non sia pervenuto tutto il sistema del Colle del Duomo. Forse più corretto chiamarlo “mezzo ticket unico”.
Z di “Zucchero”. E’ stato avvistato nel centro di Viterbo. Peccato non fosse in corso Caffeina.


















