
C1 come “che fine farà Caffeina?”. Se lo chiedono in diversi, probabilmente anche gli stessi organizzatori. Fatto sta che Filippo Rossi ha ripreso “il pianto greco” su Viterbo. E in certi corridoi si parla di un possibile trasferimento di “baracca e burattini” a Vitorchiano. Tanto dell’edizione estiva quanto del Christmas Village. Dopo il multisala sarà il secondo colpo gobbo che il piccolo paese della provincia rifilerebbe al capoluogo. Più capoluogo nominale ormai che sostanziale.
C2 di “croceristi”. Arriveranno nella Tuscia? Questa settimana qualcosa si è mosso, grazie alla mediazione dell’onorevole Mauro Rotelli quattro tour operator del porto di Civitavecchia hanno incontrato 21 sindaci.
D di “delinquentelli”. Da ora in poi, riprendendo le parole del sindaco Giovanni Arena, anche noi abbiamo intenzione di definire chi ha dato fuoco ad auto e mezzi, a chi progettava di sfregiare un ragazzo e tanto altro. Dopotutto i mafiosi veri fanno cose più grosse, questo è vero. Usano il tritolo. E la parola “delinquentelli” ci fa venire in mente anche “paffutelli”, “pallottolini”, “birboni”. Sta a vedere che alla fine della fiera i tredici arrestati, con tanto di legami con l’ndrangheta non debbano essere considerati dei semplici “birboni”. Ma poi ci domandiamo perché, se proprio non vuoi definirli mafiosi, non usare almeno la parola semplice delinquenti? Mistero linguistico.
E come “ex Terme Inps”. L’advisor Federterme al lavoro per sviluppare il progetto di rilancio. Speriamo che qualcosa di buono bollirà in vasca.
F come “facchini di Santa Rosa”. Mecarini e Rossi restano saldamente alla guida.
N1 come “neve”. Questa settimana è tornata protagonista e a Viterbo sono anche state chiuse le scuole. Per neve, anche se la neve non c’era.
N2 di “negozi”. Nel centro storico ne “muoiono” sempre di più.
S di “sotterranei”. Quelli del capoluogo sono grandi protagonisti dell’attualità per via di una serie di crolli.
T come “turismo”. A Bagnoregio si insegna il cinese a scuola. Sì avete capito bene.
V di “verità”. Ve la raccontiamo dentro questa rubrica, un po’ nascosta perché è sotto il naso di tutti ma potrebbe causare reazioni scomposte. Sulla falsa riga di quelle a cui siamo abituati ad assistere, dentro palazzi importanti della città, da qualche settimana. C’è qualcuno che sembra avere i nervi facili, pronto ad aggredire verbalmente e con veemenza chi osa criticarlo. Qualcuno di forte? No, anzi di molto debole. E pare proprio che tanto nervosismo sia frutto della consapevolezza della sua profonda fragilità e debolezza. Anche perché, dicono quelli che fanno i conti, a breve sarà contato e se i conti non torneranno finirà di contare qualcosa. E lo vedremo prendersela con il vento. E il vento, è noto, non può essere fermato con le mani. Ora provi a “incazzarsi” con Seneca.


















