L'alfabeto de La Fune - La top ten
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La settimana dell'Expo e dei viterbesi al taglio del nastro, ma anche delle elezioni provinciali. Spopola la questione dei gettoni di presenza ai consiglieri con la nuova parola d'ordine "non di solo gettone vive il politico".

B di “Bottone Pasquale”. E’ lui l’ideatore del ‘Sal8 delle 6’. Dopo aver fondato il primo festival letterario della città è rimasto a secco di sostegni da parte delle istituzioni, ergo a secco di fondi economici. L’edizione 2015 è a rischio, ma Bottone non è stato lasciato solo. Già diversi politici hanno sottolineato l’importanza di pluralizzare l’offerta culturale locale.

C come “centro storico”. Difficile trovare la quadratura del cerchio per farlo funzionare. Le iniziative realizzate, con tanto di luoghi estemporanei dove mangiare e acquistare prodotti, fanno storcere il naso ai commercianti del centro. Concorrenza sleale? Un bel rebus.

E di Expo. Viterbo sarà protagonista all’esposizione universale. In tanti viterbesi hanno preso il biglietto anche perché vogliono andare a vedere la Macchina di Santa Rosa esposta. Speriamo che il numero dei viterbesi a Milano risulti inferiori di quello di turisti che, grazie a Expo, decideranno di venire a Viterbo.

G come “gettone”. Tra i consiglieri comunali a Viterbo si sta creando una frangia di puristi che lo vorrebbero abolire. “Non di solo gettone vive il politico”, questo il messaggio che stanno diffondendo nel palazzo. Le parole d’ordine sono: “la politica è passione, è servizio”. Siamo davanti a una nuova frontiera del volontariato? Ma c’è anche chi vorrebbe trasformare l’amministrazione in una specie di dopolavoro, una robetta da fare finito il proprio mestiere giornaliero. Tipo dalle 18.30 in poi, orario aperitivo.

I di “immigrazione”. A Canino bastano 10 rifugiati politici per scatenare il pandemonio tra i cittadini. Razzismo? No, nervi scoperti dalla crisi e dalla mancanza di sviluppo e lavoro sul territorio.

P come “provinciali”. E’ il giorno del voto a Palazzo Gentili, dalle 8 alle 20 urne aperte per i “grandi elettori”. I cittadini possono invece andare comodamente al mare. La riforma Delrio ha risolto così il problema dell’assenteismo.

R come rimpasto, da lunedì diventerà protagonista del dibattito politico viterbese. Bentornato.

S di “San Pellegrino in Fiore”. Edizione nella norma, senza infamia e senza lode. “Si può fare di più, senza essere eroi”.

T di termalismo. Settimana importante. E’ arrivata l’attesa sentenza del Consiglio di Stato, che si è espresso sulla decisione del Tar che ha stabilito che Terme dei Papi può utilizzare tutta l’acqua necessaria al funzionamento della struttura. Per i giudici del Consiglio non sta al tribunale decidere i quantitativi. La partita non è ancora chiusa, a maggio il Tar tornerà a pronunciarsi sulla delibera di consiglio che riduce i litri al secondo a disposizione dei Sensi da 40 a 22. Suspance.

V di “Villa Lante”. Primo maggio di chiusura, in Italia tutto è possibile. Anche l’assurdo. Il consigliere comunale Arduino Troili si è dichiarato pronto ad azioni estreme, come occupare la Villa. Malinconia adolescenziale?

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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