L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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L'alfabeto della domenica ci fa sintetizzare i principali fatti della settimana. Dalle vicende di Palazzo dei Priori alla Sutri di Sgarbi. Siamo tornati a parlare di Arcionello, il parco dimenticato, e di Palazzo dei Priori come Polo Museale.

A come Arcionello, il parco promesso a Viterbo e poi scomparso. Questa settimana abbiamo cercato di accendere i riflettori sulla vicenda ma il nulla è l’unica sostanza di cui sono fatti i sogni. Parafrasando male Shakespeare. 

B di “bozzetto della Macchina di Santa Rosa”. Nel 2015, durante le fasi del concorso dove la spuntò Gloria, se ne ruppe uno. Palazzo dei Priori è stato condannato al risarcimento.

C come “carrozza dei Priori”. Al via le operazioni di restauro per recuperarla, dopo diversi anni di abbandono in un magazzino. Ultimati i lavori troverà collocazione presso gli spazi del Teatro Unione.

G di “giunta”. Arena pronto a rimettere in gioco le deleghe ad Ambiente e Personale

H di “Halloween”, dalla chiesa della Trinità arriva una notizia davvero interessante. L’invito ai parrocchiani a festeggiare Ognissanti vestendo i bambini non da mostri, come il mercato sta dettando, ma da santi della tradizione cristiana. 

I come “invasione”, quella dei cinghiali nei paesi della Tuscia ma anche nel capoluogo. Questa settimana un esemplare è addirittura andato alla ricerca di cibo in un giardino nel quartiere Cappuccini.

P di “Polo Museale di Palazzo dei Priori”. Un tema importante che è stato messo al centro questa settimana da Chiara Frontini.

R di “ragioniere capo”. Sarà Ivana Rasi a ricoprire l’incarico che fu di Stefano Quintarelli. 

S come “Sgarbi”. Non passa un giorno che non accade qualcosa in quel di Sutri. Un comune che sembra essere uscito dal letargo.

U come “Urcionio”. Lo storico fiumiciattolo della città verrà intubato anche a Valle Faul, sopra sarà realizzato un parcheggio misto auto e autobus. I lavori partono domani.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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