L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Una settimana ricca di eventi, nonostante la calura estiva e la voglia di staccare che è sempre più forte. Il capoluogo è stato grande protagonista, come il lago di Bolsena.

B di “Bonucci”. Il campione viterbese in bilico e vorrebbe un ritorno con la Vecchia Signora.

F come “febbre alta”. Così Giulio Marini ha raccontato la situazione di difficoltà vissuta dalla maggioranza Arena questa settimana. E’ stata data la Tachipirina, ha spiegato l’ex sindaco che prevede la pronta guarigione del malato. Il centrodestra farà bene ad augurarsi che “il medicinale” faccia davvero effetto perché se la palla tornasse presto ai cittadini la dose necessaria sarebbe maggiore e in supposte. 

G come “guerre stellari”. Questa settimana quella sutrina tra Sgarbi e Clooney. Poi dicono che la Tuscia sia la periferia dell’impero …

L di “Lago di Bolsena”. Come ogni anno Legambiente lo racconta come “fortemente inquinato”, anche se l’affermazione è in contrasto con le analisi di Arpa Lazio che ne certificano la balneabilità delle acque. Due racconti che non possono coesistere e bisogna mettere ordine a questa grave confusione che si genera. 

P come “problemi” ma anche di “Palazzo del Drago”. La coperta economica dei Servizi Sociali di Viterbo è corta e i soldi non bastano più per l’assistenza domiciliare e le borse lavoro.

R di “radon”. Nel Viterbese la maggiore concentrazione del Lazio.

S come “sindaci del lago”. Hanno fatto sentire la loro voce tutti uniti. Fatelo più spesso, avete un tesoro tra le mani.

T come “Tutti al mare”. Il nuovo lavoro di MammoRappo è finalmente uscito, in tempo per rinfrescare gli animi sotto all’ombrellone. God save MammoRappo!

T2 di “tumori della Tuscia”. Patrizia Frittelli, stimato medico e politico viterbese, ha invitato a non fomentare allarmismi. 

V come “viaggio nei palazzi storici viterbesi”. L’idea de La Fune ha conquistato il cuore di tanti lettori, grazie delle cose che ci avete scritto.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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