

B come “bilancio”. Se ne inizia a parlare, visto che la data della scadenza per l’approvazione (il 31 maggio) si avvicina. Ad aprire le danze il Partito Democratico. Dopo il guado delle provinciali sarà la nuova fatica d’Ercole per la maggioranza di Leonardo Michelini.
C di “cultura”. E mentre la città dei papi si candida a diventare capitale italiana della cultura il più storico festival letterario cittadino, al secolo ‘Il Sal8 delle 6’ rischia di chiudere per assenza di fondi. E pensare che Palazzo dei Priori ha stipulato diverse convenzioni con le realtà culturali locali, deve esserci stata una svista alla voce Pasquale Bottone.
D come “Di Luisa Andrea”. Tutti si aspettavano un sabato da leoni ma un infortunio del campione nostrano ha fatto slittare tutto al 16 maggio. Maledetto venerdì 17.
F di “Fiorillo”. La famiglia alla guida della Edilnolo vince l’appalto per la costruzione della Macchina di Santa Rosa e segna la settimana. Attestati di stima dai facchini e dall’ideatore di Gloria Ascenzi.
I di “Insogna Sergione”. Questa settimana si è dato da fare e ha conquistato un bel po’ di spazio sui giornali. Come un novello Jack Frusciante è uscito dal coro, vedremo se uscirà anche dal gruppo.
M come “moderati” ma non come “riformisti”. Un nuovo film da proiettare per le provinciali del 3 maggio. Alla regia il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini. Obiettivo? Portare a casa tre consiglieri, alla faccia del Pd.
P di “Palazzo del Drago”. I Cinque Stelle hanno chiesto al sindaco Michelini di nominare un nuovo assessore prima del 3 maggio. Una richiesta inaccettabile.
S come “Spartan Race”. A Orte sono attesi per il 24 e 25 aprile 4mila pazzi scatenati pronti a correre e saltare ostacoli nei boschi. La crescita di un territorio passa anche da questo. E certo il Viterbese un po’ è rimasto ai tempi di Sparta. Peccato manchi un Leonida.
T di “traliccio”. Il tema è quello sempre verde della Macchina di Santa Rosa. Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini ha lanciato l’idea, importante sul piano pratico del trasporto, di fare la tradizionale prova del traliccio direttamente sul percorso. Non più quindi nelle campagne viterbesi, ma in centro. Un solo precedente: correva l’anno 1968. L’anno dopo alla brutta esperienza di Volo d’Angeli, che finì la sua corsa sul palazzo della Provincia a via Cavour. Una sorta di anticipazione del trasporto, in maniera più scarna.
V come “vigili urbani”. Ha fatto molto rumore la fotografia delle auto della polizia locale che compiono azioni non conformi al codice della strada. Però una lancia a favore dei vigili vogliamo spezzarla, rilanciando una domanda: come è umanamente possibile fare un lavoro stimato per 200 persone in neanche 50? Al Comune la risposta, stile ‘Rischia Tutto’.

















