L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Ultima settimana di campagna elettorale. Nel capoluogo la situazione è rimasta piuttosto mosca. Tanti i fatti: dai cedimenti in via Sant'Andrea ai numeri sul turismo. Tutto raccontato in dieci lettere.

come “addio” alla scuola elementare di Lubriano. Venerdì ha suonato l’ultima campanella, poi i ragazzi dell’ultima quinta hanno chiuso dietro di sé la porta. Per sempre.

B di “Bullicame”. Siamo stati direttamente al capezzale della madre del termalismo viterbese. Lo abbiamo raccontato con foto e video e abbiamo verificato il continuo silenzio dei vertici politici del territorio. Anche in campagna elettorale in pochi hanno speso un impegno per quel luogo. Politica locale tristezza assoluta.

F di “Fantasmino”. Quello di Palazzo dei Priori ha fatto gli scatoloni ed è uscito dalle stanze. Ora bisogna vedere cosa accadrà …

C come “Chiara Frontini”. La sua una chiusura di campagna elettorale imponente. 

E di “elezioni”. Si rinnova il capoluogo. Ma anche Sutri, Valentano, Vallerano e Valentano. Buon voto a tutti.

M come “Michelini Leonardo”. Questa settimana La Fune ha intervistato per l’ultima volta il sindaco uscente. Non ha neanche voluto ricandidarsi, lasciando la sua eredità al vicesindaco Luisa Ciambella. 

P di “permanenza turistica”. Vi abbiamo raccontato, dati alla mano, che i numeri – monitorati grazie alla tassa di soggiorno – sono cresciti dal 2016 al 2017 del 4,6%. Il turismo a Viterbo non decolla, forse non sarebbe bastato neanche l’aeroporto.

S come “Sant’Andrea, la via”. Qui la strada dà segni di cedimento. Il Comune arriva, transenna, poi scompare… Viterbo diventerà, a pieno titolo, “città della transenna”.

T come “termalismo”. E’ stata la settimana della notizia dell’interessamento della famiglia Sensi, storici imprenditori termali viterbesi, che hanno fatto rotta su Civitavecchia. Già acquistata per 800mila euro l’area di Casale dei Bagni, con affaccio sulle rovine archeologiche delle Terme di Traiano. L’intuizione è ottima: offrire terme ai milioni di crocieristi che ogni anno arrivano. 

V come “Vincenti Carlo”. La città lo ricorda a 40 anni dalla scomparsa. 

 

800 Confartigianato
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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