L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Dieci lettere per raccontare sette giorni. Con una campagna elettorale, per il rinnovo del Comune di Viterbo, moscissima e tante emozioni, che si ripercuotono anche sul locale, dalla politica nazionale.

B di “ballottaggio”. Gli scommettitori incalliti lo danno per scontato. Il vero match al 24 giugno.

C come cinghiali. Nella Tuscia sono stimate 20mila presenze, secondo l’Ispra dieci volte sopra il livello di sostenibilità dell’ecosistema locale. Una vera e propria invasione. E gli ambientalisti da cortile se la prendono con l’articolo …

F1 di Ferento, attenzione stanno tornando gli antichi romani.

F2 di Frontini Chiara. Le quotazioni della giovane aspirante sindaco vanno forte in città. Questa settimana un’intervista su La Fune per raccontarla.

M di “mosceria”. La campagna elettorale per le comunali di Viterbo 2018 passerà alla storia come piuttosto spenta e senza particolari slanci. Sembra che qualcuno abbia avvolto la città in una nuvola di cloroformio. 

P come “polo culturale”, questo il destino auspicato dal presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi per la storica caserma dei Vigili del Fuoco di via Tedeschi.

R come Radio Verde. Questa settimana è finita la storia in fm della mitica emittente viterbese. La proprietà annuncia che le trasmissioni proseguiranno in streaming sul web e che dopo l’estate arriveranno novità.

S di “Salvini Matteo”. Umberto Fusco è tornato ad annunciare la presenza del leader e ora ministro degli Interni a chiudere la campagna elettorale di Giovanni Arena. Attesi anche Centinaio e altri big leghisti.

V come “Vittorio Di Battista”. Il padre del più noto Alessandro, di Civita Castellana, è finito nei guai per un post dai toni accesi sul presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

T come “tempesta”. Dentro il centrodestra nazionale non si capisce bene che piega andrà a prendere la situazione. Al voto del 10 giugno c’è ancora una settimana e in base a quello che andrà ad accadere potrebbero esserci ripercussioni significative.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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