L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Settimana ancora monopolizzata dalla politica e in particolare dalla partita viterbese che si sta apparecchiando per il rinnovo della guida di Palazzo dei Priori. Ma è successo anche dell'altro ... Scoprilo in dieci lettere.

A di Alfio Pannega, viterbese. Il 30 aprile il ricordo di un uomo di poesia e cuore gentile. 

B come Bigiotti Francesco. Il sindaco di Bagnoregio chiamato a Venezia come relatore a un prestigioso master internazionale sul turismo. Civita traina l’immagine di tutta la Tuscia, tutto figlio della consapevolezza. 

C1 come “Ciambella Luisa”. Dopo quella delle regionali, di ciambella, riuscita senza buco il vicesindaco di Palazzo dei Priori punta a salire di un gradino ripassando dal via: le consultazioni elettorali del 10 giugno. Luisa Ciambella è stata individuata come candidato sindaco del Pd e di altri alleati. Lei la protagonista della settimana appena trascorsa, anche se tutto si è svolto in tono minore e in un’atmosfera sbiadita. A scale di grigio direi.

C2 di “Carlo Cozzi”. Anche lui, produttore televisivo viterbese, si conquista un posto nell’alfabeto de La Fune. Questa settimana è venuta fuori la notizia di una sua candidatura nella lista civica Viterbo2020 con Chiara Frontini sindaco.

F1 come “frittata”. A Canino la più grande del mondo, con gli asparagi.

F2 di “Francigena”. C’è chi aspetta il pullman alle fermate ma questo non arriva … Stranezze viterbesi. 

O di “occasione persa”. Il centrodestra viterbese poteva anche pensare, fino a un mesetto fa, di chiudere la partita di Palazzo dei Priori anche al primo turno. Evitando l’insidioso ballottaggio a estate avanzata. L’infinita discussione interna ha finito per “crepare” questa ottimistica previsione. Rendendo la vittoria, praticamente scontata, particolarmente complicata. 

R come “rampata”. Filippo Rossi ha dato la sua in questi giorni. Per il 2o18 sarà sostenuto da due liste e non solo da Viva Viterbo. La seconda è Area Civica, dice molto vicina alla Regione Lazio. Dice …

S come San Pellegrino in Fiore, un poker di giornate per “far girare” il centro storico.

V di “venticinque aprile”. Una festa importante ancora prigioniera del “celodurismo” ideologico. Si attendono repliche feroci a questa dichiarazione rea di lesa maestà … 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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