L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Come ogni benedetta domenica vi raccontiamo la settimana appena trascorsa in dieci lettere. Grande protagonista la politica e le vicende del centrodestra.

C come “centrodestra” ma anche come “cinema”. Questa settimana ne abbiamo viste tante e la situazione è di profondo caos, dove nessuno sembra sapere più in quale direzione andare.

E di “Erbetti Massimo”. Questa settimana l’ha sparata: “Se divento sindaco via i gettoni di presenza per i consiglieri comunali”. Una mossa che permetterebbe di risparmiare 80mila euro. Cifra ridicola. Vorrebbe utilizzarla per il reddito civico. Togliere a chi fa qualcosa per dare a chi non sta facendo nulla. Robin Hood si tirerebbe le frecce da solo. 

F come “Frontini Chiara”. Va dritta come un treno per la sua strada e annuncia ben due liste a suo sostegno. 

G di “Giovani Democratici”. Speriamo che sempre più i giovani si interessino di politica. La Fune ha partecipato a un loro evento sugli spazi di aggregazione giovanile in città. 

L come “Lisetta Ciambella”. E’ chiaramente lei l’erede naturale di Leonardo Michelini. Nel bene e nel male è sicuramente vero e sarebbe bello vederla in corsa per le comunali. 

M di “Museo Civico di Viterbo”. Novanta candidature per la direzione ma la commissione non si riunisce per decidere. Mah!

P di “pellegrini”. I tre che con i loro tre lama hanno appassionato la Tuscia sono arrivati questa settimana da Papa Francesco. Missione compiuta.

S di “sorpresa”. Sotto sotto sullo scacchiere delle comunali di Viterbo c’è chi la sta preparando. 

U come “Usai Alessandro”. Giornalista Mediaset, aspirante sindaco di Viterbo. La Fune ha raccontato per prima la prospettiva che questa settimana ha trovato conferma nelle mosse calate sulla scacchiera del centrodestra dal senatur Umberto Fusco.

V di “Vitercomis”. Viterbo saluta il Festival del Fumetto. La Fune ringrazia e fa i migliori complimenti agli organizzatori. Vi siamo vicino. 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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