L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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L'alfabeto de La Fune, ogni settimana uno spazio dove rileggere quanto accaduto in sintesi e fare una risata. Lo abbiamo preparato con cura, sperando che possa accompagnare con ironia e piacevolezza la vostra domenica. Buona lettura.

di Alfonso Antoniozzi. Inizio intonato per Chiara Frontini, lanciata come sindaco da Viterbo2020. Di cui, in caso di vittoria, Antoniozzi sarà assessore.

C come “Consorzio Biblioteche”. Il lavoro portato avanti in questi anni dal commissario Paolo Pelliccia è roba di un altro pianeta. In settimana il plauso del vicepresidente della Regione Lazio che ha prospettato un inserimento della struttura nel sistema degli hub culturali regionali. 

C2 di “Casapound”. Il movimento di destra conquista consensi in terra di Tuscia e girano voci su candidature su regionali e politiche che faranno molto parlare. 

E di “elezioni”. Questa la grande malattia della settimana. La campagna elettorale è partita e nonostante la confusione nel centrodestra c’è grande fermento. La febbre è alta e non tutti ne usciranno vivi (politicamente). In bocca ai lupi, perché uno non basta.

I come “insetti sulle nostre tavole”. C’è chi non ha capito dove si andrà a parare e si è armato di DDT (ne aveva una vecchia scorta in garage).

M di “Movimento Cinque Stelle”. Nel capoluogo ha lanciato il suo candidato sindaco: Massimo Erbetti; e aperto alla società civile. Chissà cosa accadrà?

P come “Partito Democratico”. Lo scontro tra “fioroniani” e “panunziani” è alle stelle e questa tornata elettorale somiglia sempre più a una resa dei conti definitiva. 

P2 di “pallanuoto”. Nasce finalmente quella viterbese. Complimenti e auguri!

T come “Tarquinia”. Alberto Angela ce la restituirà in prima serata come “meraviglia” d’Italia. Appuntamento a mercoledì.

Z come “Zingaretti”, nella Tuscia è in movimento una macchina bella articolata per lavorare alla sua conferma alla Pisana e i sondaggi volano. Complice l’assenza del centrodestra. Più che Zinga meglio dire (Ma)zinga.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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