L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Dalla presenza di Michelini all'assemblea del Sodalizio all'ascensore di Valle Faul. Tanti gli eventi di questa settimana appena conclusa, non possiamo lamentarci.

A di ascensore, questa settimana i riflettori sono stati puntati sul corridoio di trenta metri che corre sotto al colle del duomo e che porterà all’ascensore. Tutto dovrebbe essere pronto a fine estate e a quel punto capiremo se si aprirà davvero una nuova fase per la vita del centro storico.

B di “Bartolacci Fabio”, sindaco di Tuscania ma anche il candidato alla presidenza della Provincia del centrodestra. Anche se nella sintesi si è fatta un po’ di confusione e quello che dovrebbe essere un laboratorio politico per la ricomposizione della galassia post Pdl rischia di diventare l’ennesimo punto di rotture tra le troppe anime.

C come “capitale italiana della cultura”. Questa settimana il comitato scientifico ha portato a termine la missione affidata dal sindaco Michelini: realizzare il dossier di candidatura. I bene informati dicono che slogan e logo non sono dei migliori, ma da diverse parti si grida all’impresa possibile.

F come “Fabrizio Fersini”, ma anche come “fine” della sua esperienza al palazzo del Drago. Uno dei pochi a mettere fine alla propria esperienza di assessore per propria iniziativa. Passerà per questo alla storia, forse più per questo che per quello che ha fatto. Anche se qualcosa di buono l’ha fatta.

O di “ora legale”, è tornata e come ogni anni ci ha rubato un’ora di sonno. Ma oggi la giornata ci sembrerà più lunga e alla fine dell’estate avremo risparmiato anche qualche euro di luce. Di questi tempi non guasta.

M di “Mauro Mazzola”, l’erede scontato di “Marcello Meroi” a Palazzo Gentili. Il Pd è riuscito a trovare il candidato unitario, archiviando l’ipotesi di una spaccatura interna. Spaccatura che avrebbe visto la costola “fioroniana” del partito dare vita a un esperimento politico centrista, capitanato da un proprio candidato.

P come “Pisa”. La città della torre pendente, ma anche della Carta di Pisa. Approvata in consiglio ora bisogna vedere chi tra i consiglieri e gli assessori deciderà di sottoscriverla. Le agenzie di scommesse danno Filippo Rossi e Giacomo Barelli come i meno probabili. Alla domanda: “chi firmerà la Carta di Pisa?”; le quote dicono questo. Punti un euro e ne vinci 150mila se la firmano. Tanto per sparare qualche cifra.

R di “rimpasto”. Dopo le dimissioni di Fersini il tema è tornato di grande attualità. Si vocifera di area nuova, subito dopo le provinciali. Quotati per l’ingresso in giunta Alessandra Troncarelli e Marco Ciorba. In subordine troviamo anche Daniela Bizzarri.

S come “Sodalizio”. L’assemblea dei cavalieri di Rosa di questo sabato ha visto la presenza anche del sindaco Leonardo Michelini. Niente disgelo però, soltanto una tregua per Expo 2015, poi ognuno per la sua strada fino al tre settembre. Appuntamento con gli amministratori alle 21 sotto la Macchina.

T come “termalismo”. Il tema resta bollente. Il far west cittadino sul tema degli ultimi trenta anni ha in pratica affossato il settore e Viterbo Terme sembra più un luogo della fantasia che una realtà. Forse i tempi sono maturi per l’apertura di una nuova era, anche se visto quanto accaduto finora risulta complicato crederlo. A Delli Iaconi l’arduo compito.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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