L'alfabeto de la Fune - La top ten
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Dieci lettere per raccontare la settimana nel Viterbese, tra i festeggiamenti per Santa Rosa, le assurdità della classe politica e la nascita di nuove belle iniziative.

A come “Arrivederci Gloria”. La Macchina di Ascenzi è davvero importante e sa regalare emozioni e bellezza. L’allerta meteo ha costretto a uno smontaggio anticipato di qualche giorno. Pazienza, è stato splendido.

C come “Christmas Village” in piazza del Comune, viterbesi e turisti troveranno dell’altro. Oltre, naturalmente, all’albero di Natale pagato da Caffeina. Questo grazie al no dell’amministrazione guidata da Leonardo Michelini. Sono cose che succedono, benvenuti a Viterbo. 

C2 di “Civita Cinema”. Dall’Est Film Fest una nuova iniziativa. Il meccanismo è semplice: bellezza chiama bellezza.

F come “Facchini di Santa Rosa”.  Grazie.

N di “nubifragi”. Le previsioni meteo non promettono nulla di buono e già è scattato il toto-scommesse sull’allagamento a Porta San Pietro. Incredibile come a Palazzo dei Priori non riescano a concretizzare una soluzione. 

P come “Patrizia Frittelli”. Il bravo medico viterbese è stata intervistata dal Sole24Ore per il buon lavoro svolto al Fatebenefratelli. Anche a Viterbo la dottoressa Frittelli si è fatta onore e ha fatto un lavoro straordinario ma come tutte le cose buone e funzionali nel capoluogo della Tuscia è durata poco. 

P2 di “provinciali”. Pietro Nocchi ha tutti i numeri in regola per arrivare a sedere sullo scranno più alto di Palazzo Gentili. Da Montefiascone è uscita questa settimana una nuvola scuretta, demiurgo Fabio Notazio, che ha descritto un giochetto da “due forni”: consigliere Paolini, presidente Equitani. Il 17 capiremo meglio.

Q come “Quartieri dell’Arte”. Torna il festival diretto da Gian Maria Cervo per la sua ventunesima edizione. Qualità e innovazione le parole d’ordine. Merda!

T di “Tesoro di Santa Rosa”, una iniziativa da non perdere. 

Z di “zia”. La frase di Stefano Scatena “Viterbo come la vecchia zia lasciata a pisciarsi addosso sulla sedia a dondolo” ha spopolato. Migliaia di lettori si sono appassionati al concetto espresso in sintesi dallo psicologo viterbese e rilanciato da un editoriale de La Fune. Un cambiamento si costruisce anche così, raccontando che “il re è nudo”. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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