L'alfabeto de La Fune - La top ten
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Dalla notizia della riapertura del Teatro Unione alla voglia di riqualificare Pratogiardino, passando per le primarie del centrodestra di cui si parla ormai tantissimo. Una settimana a ragionare su incendi, ottavi assessori sospesi e tanto altro. Tutto raccolto e sintetizzato in dieci lettere.

 

A come “avventure”. Questa settimana vi abbiamo raccontato quella del trentenne Michael Zani. Ha lasciato il suo lavoro in fabbrica e ha deciso di girare tutta l’Italia con 5 euro in tasca. La sua benzina sarà l’accoglienza delle persone e fino a ora l’ha trovata percorrendo già 900 chilometri. E’ finito nei radar de La Fune per la sua tappa in terra di Tuscia: Bolsena, Bagnoregio e Marta. 

B come “Bisentina, l’isola”. Di questa settimana la notizia che i sindaci stanno tentando di fare pressione nelle alte sfere per riportarla in mano pubblica. Che Iddio li accompagni!

C di “consiglio comunale”. Questa settimana l’ennesimo saltato per mancanza del numero legale. Difficile pensare di vedere scenari diversi da qui in seguito. “Tu chiamale se vuoi emozioni”, per dirla con Battisti. 

C2 di “cinghiali”. Ormai scorrazzano per le vie della città, anche abbastanza centrali come il Murialdo, pure in pieno giorno. Fate attenzione!

I di “incendio a Casale Bussi”. La settimana scorsa si era chiusa con questo importante fatto di cronaca. Le autorità competenti non hanno evidenziato particolari rischi per la salute. L’autorità giudiziaria sta indagando sulla natura dell’incendio. La gestione dell’immondizia si conferma una vera e propria croce per le comunità. 

O come “ottavo assessore”. La questione rimane congelata. La frase della settimana la dice Michelini: “Si può andare avanti bene anche in sette”. Amen.

P come “Pratogiardino”. Come non accadeva da anni il parco storico del capoluogo è tonato al centro dell’attenzione mediatica e del dibattito pubblico. Tanti i problemi ma Michelini assicura che a breve inizieranno a metterci mano e a intraprendere la via della riqualificazione. La speranza è sempre l’ultima a morire, prima di lei può però morire il parco. 

P2 di “primarie del centrodestra”. Il tema risuona da ogni cantone, o quasi, dell’area politica vasta. L’ex galassia berlusconiana ha forse capito che se vuole tornare a vincere non può pensare di farlo in una dimensione di polverizzazione del voto. Basta che dalla polverizzazione non si passi alla polvere da sparo, politica naturalmente. 

T di “Teatro Unione”. Diceva il vecchio adagio: “Di Venere e di Marte non si sposa e non si parte”. Tradotto: di venerdì e di martedì non si cominciano cose, perché non porta bene. Per l’Unione si farà un’eccezione perché proprio martedì sarà in città il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per la riapertura. Vale la pena, così per ridere, che il teatro torna sulla scena del 2017. I più scaramantici, e in questo tipo di mondo ce ne sono, staranno già toccando ferro. Consiglio sull’abito per martedì: bandito il viola. Meglio non forzare troppo la sorte. 

V come “Vita da numeri 1”. Questa settimana il nostro Giuseppe Iacomini ha parlato di Buffon. Dopo i fatti di Cardiff era ancora più doveroso. Che tanti giovani sappiano trarre ispirazione. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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