L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Dieci lettere per raccontare una settimana in bilico sull'ottavo assessore e gli umori, quelli reali e quelli mascherati, dalla maggioranza Michelini. Poi il tema dei cinghiali, del Teatro Unione e dei socialisti pronti a tornare a Palazzo dei Priori.

C come “cetriolo derivati”. Alla fine della fiera sembra che non si farà nulla per cercare di uscire dalla situazione. Ci sono due scuole di pensiero: chi ritiene che sarebbe tutto inutile, anche alla stregua dei pareri già raccolti dall’amministrazione Michelini; e chi invece vorrebbe provarci. Morale della favola chi ha amministrato i soldi dei viterbesi ha generato una perdita di 800mila euro all’anno sul bilancio fino alle porte del 2030. Quando si dice che “le colpe dei padri ricadono sui figli”.

E come “emergenza cinghiali”. Se continua di questo passo ci busseranno alla porta per sedersi a tavola con noi. Ma gli animalisti negheranno a vita il problema, perché il disprezzo ideologico della caccia è il loro pane quotidiano.

I di “inchieste”. In questa città a volte si ha la sensazione che qualcuno abbia un po’ troppo la sfera di cristallo, tanto da riuscire a fare previsioni al millimetro. Se poi questo qualcuno, sempre bene informato (così pare), è troppo vicino o dentro gli ambienti della politica qualche problemino deve pur esserci. Rimediare please, ne va della credibilità delle istituzioni. 

M come “Mancini Carlo”. Il segretario del Circolo Unico Pd Viterbo ha consegnato le proprie dimissioni e scritto una lettera ai “democratici” e alle “democratiche”. Ha salutato, con educazione tutti, augurandosi che il partito riesca a dare sempre più spazio ai giovani. Utopia o veggenza?

M2 di “Michelini Leonardo”. Vuole arrivare fino alla fine del mandato, convinto che il tempo sarà galantuomo. 

O di “ottavo assessore”. Farlo o non farlo è una scelta capace di determinare due mondi politici diversi. Ecco perché dietro la calma apparente in maggioranza cova nuovamente il fuoco sotto la cenere. 

S come “spiagge”. Nessuna località della Tuscia ottiene la bandiera blu. Niente di nuovo sotto al cielo di Maremma. 

S2 come “socialisti” e “Sergio Insogna”. Presto a Palazzo dei Priori assisteremo al ritorno del gruppo dei socialisti, una creazione di Sergio Insogna. 

T come “Teatro Unione”. C’è chi pensa che l’idea di riaprirlo con 50mila euro sia una barzelletta. Il bilancio approvato a Palazzo dei Priori conferma l’importo. E’ vero: pensano di riaprire il Teatro con un quinto dei soldi che servono per una rotatoria. Così sia!

V come “Viaggio”. Quello nei giardini pubblici di Viterbo che La Fune sta intraprendendo grazie alla nostra Michela Di Pietro sta facendo parecchio rumore. I parchi non curati sono il segno di una città “smorta”, non accogliente e con diversi problemi di socializzazione e degrado. Palazzo dei Priori ha intenzione di spendere risorse per intervenire, come stabilito in bilancio. Confidiamo che il nostro lavoro possa essere utile per conoscere meglio la situazione e intervenire nella maniera più appropriata.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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