

A di Acqua negata
A Fabrica di Roma i cittadini ne hanno ufficialmente le tasche piene. Tra rubinetti a secco e disservizi cronici, la pazienza è evaporata per lasciare spazio alle carte bollate. Il risultato è una diffida di gruppo, dura e senza sconti, indirizzata a Talete. La rivolta dell’oro blu continua a montare nei comuni della Tuscia, dove ricevere l’acqua in casa non è più un diritto garantito, ma una conquista da difendere a colpi di carta legale.
B di Blitz
Quelli delle forze dell’ordine che ripuliscono il territorio dai signori dello spaccio sono sempre bellissimi. Noi, provocatoriamente, ne auguriamo uno a settimana. Anche perché, diciamoci la verità, per trovare le piazze di spaccio a Viterbo non serve certo la sfera di cristallo. Ce n’è una enorme a viale Trento, sotto gli occhi di tutti, e un’altra proprio all’ingresso secondario di Prato Giardino, quello che guarda minaccioso su via della Palazzina. Avanti con le manette.
C di Celleno
Nel borgo fantasma succede anche questo: “nasce” la Madonna delle ciliege, con tanto di quadro artistico benedetto e presentato in pompa magna nel paese dell’oro rosso. Miracoli della fede, o forse una furbesca e azzeccata operazione di marketing territoriale che unisce il sacro con il profano (e con il prodotto tipico locale). Se servirà a far piovere più turisti e meno grandine sui raccolti, ben venga anche la protezione celeste.
N di Naspi
I numeri non mentono mai, e quelli che arrivano dalla Tuscia mettono i brividi: sono ben 7mila le persone che nel nostro territorio vivono grazie all’indennità di disoccupazione. Se a questo dato drammatico sommiamo i disoccupati cronici e la schiera invisibile di chi un lavoro ha persino smesso di cercarlo, il quadro è desolante. È l’istantanea di una provincia immobile, che fatica maledettamente a produrre ricchezza e a costruire un futuro per i suoi figli.
U di Ugo (o “Ughetto”)
Il consigliere comunale Poggi, dopo un lungo e tormentato pellegrinaggio politico alla ricerca di una fissa dimora, ha finalmente trovato casa. Alla fine è approdato all’Udc, sigla centrista di cui, a dire il vero, aveva già fatto parte in un’altra vita politica. Un ritorno al passato camuffato da novità. Che dire? Contento lui, contenti tutti. Sperando che questo sia l’ultimo trasloco della stagione.


















