L'Alfabeto de La Fune: dal toto sindaco a "l'oscuro morbo"
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ALFABETO DELLA DOMENICA - Cinque lettere a settimana, per raccontare senza peli sulla lingua quello che si muove sul territorio. 

ALFABETO DELLA DOMENICA – Cinque lettere a settimana, per raccontare senza peli sulla lingua quello che si muove sul territorio. 

A

come “apertura delle scuole”. I sindaci hanno iniziato ad andare in ordine sparso e la Provincia ci ha messo una pezza convocando un incontro che ha garantito la riapertura in 57 comuni su 60. Un primo risultato del presidente Alessandro Romoli. 

C

come Covid-19. Purtroppo “l’oscuro morbo” continua a tenere banco e se non fossimo diventati abili mazzieri ci avrebbe portato via anche le mutande e ai più sfortunati la vita. Per fortuna, al netto di chi ancora non ha capito e ha preferito al vaccino le teorie terrapiattiste, la maggioranza dei cittadini tiene la guardia alta. Straordinaria l’impennata di prime dose tra gli over 50 che non si erano vaccinati. Quello che non ha potuto la paura del virus è riuscito a farlo una sanzione di misere 100 euro. 100 euro, ecco quanto vale l’impuntatura ideologica. Però cento euro risparmiate e 5G gratuito, poi dice che lo stato non ti dà niente. 

di “niente neve”. Nel giorno della Befana qualcuno ci aveva sperato vedendo i primi fiocchi cadere all’altezza della Faggeta di Soriano nel Cimino e scrollando le previsioni meteo che l’annunciavano per domenica. Poi tutto si è sciolto. 

T

come “toto sindaco. Nel capoluogo è già iniziato e da qui al voto probabilmente sarà sceso in campo, ovviamente non per zapparlo, anche il cane. 

V

come “vive gli etruschi” ma anche di “Venezia”. Lì infatti è in corso una mostra con diversi pezzi provenienti dal Viterbese. Gli etruschi saranno i protagonisti del 2022, ne siamo convinti. 

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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