L'agricoltura biologica del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre protagonista a Expo 2015
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Agricoltura biologica e di qualità del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre a Expo. Stamani la presentazione del progetto presso la Camera di Commercio di Viterbo.

Una lega di dieci comuni della Tuscia a Expo 2015. Uniti nel Biodestretto della Via Amerina e delle Forre saranno presenti dal 28 al 31 maggio e dal primo al 6 settembre all’esposizione internazionale per presentare agli occhi del mondo le proprie eccellenze.

Rappresentano un territorio esteso su 430 chilometri quadrati, con ben tre parchi naturalistici e archeologici.  Calcata, Castel Sant’Elia, Faleria, Nepi, Civita Castellana, Fabrica di Roma, Corchiano, Gallese, Vasanello e Orte compongono il gruppo dei dieci.

Ettari di territorio con dentro il parco della Valle del Treja, le forre di Corchiano e la piana di Sant’Angelo. Nel 2013 la firma dell’accordo tra questi comuni, insieme ad Aiab Lazio che si occupa di agricoltura biologica.

Stamani la presentazione della propria avventura a Milano nella sala conferenze della Camera di Commercio di Viterbo. Parlano di un’agricoltura sostenibile: senza chimica o quasi.

Saranno ospiti nel padiglione Kip International School, dove andranno a raccontare le esperienze e le storie del biodistretto. Una serie di convegni, una brochure in inglese e un video per invitare alla scoperta del cibo biologico. Si recheranno all’esposizione anche produttori del distretto. Con loro olio, vino, formaggi, legumi, nocciole. Tutto il buono che hanno saputo realizzare.

A dare voce a questa esperienza di qualità il segretario della Camera di Commercio Francesco Monzillo. La presenza delle aziende della via Amerina apre la strada ad altre imprese della Tuscia. Nello stesso padiglione infatti saranno esposti prodotti agroalimentari della aziende biologiche della Tuscia.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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