Lago di Vico, il deputato viterbese Mauro Rotelli (FdI) fa inserire la sua tutela tra le priorità del Governo
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ROMA - "Di primaria importanza tutelare l'ecosistema naturale e la qualità delle acque del lago di Vico, preservandone le attività turistico-ricettive del territorio, le produzioni agricole d'eccellenza, nonché il patrimonio ittico".

ROMA – “Esprimo apprezzamento per l’accoglimento, da parte del Governo, dell’ordine del giorno a mia prima firma al decreto ‘Emergenze’, con cui si chiede di adottare interventi volti a garantire le condizioni di sostenibilità ambientale e sociale del lago di Vico, al fine di prevenire e contenere i danni al suo fragile habitat, nonché alla qualità delle sue acque”. Così il deputato Mauro Rotelli sulla ricezione, da parte dell’Esecutivo, di misure specifiche per salvaguardare l’habitat e l’equilibrio idrogeologico del bacino lacuale; un’area dal grande valore naturalistico che, infatti, ha portato all’istituzione della Riserva naturale omonima, di fatto una delle prime aree protette della regione Lazio.

“Come noto – spiega il presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati – il lago, di origine vulcanica, non ha immissari, ma raccoglie le acque piovane e di dilavamento e, proprio per tali condizioni, gli effetti del cambiamento climatico mettono a rischio l’equilibrio ambientale delle acque, determinando fenomeni pericolosi, quali l’anossia.

E’ quindi di primaria importanza – aggiunge il deputato – tutelare l’ecosistema naturale e la qualità delle acque del lago di Vico, preservandone le attività turistico-ricettive del territorio, le produzioni agricole d’eccellenza, nonché il patrimonio ittico del bacino lacustre. Ringrazio quindi l’Esecutivo per l’attenzione dimostrata, ancora una volta, alla sostenibilità ambientale e sociale del nostro territorio”, conclude Rotelli.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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