
CIVITAVECCHIA – Crisi idrica dell’estate 2017 nel Lago di Bracciano. Il presidente della Talete Bossola, che all’epoca faceva parte del consiglio d’amministrazione di Acea Ato 2 Spa, rischia di finire sotto processo per disastro ambientale aggravato in concorso.
Dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Delio Spagnplo della procura di Civitavecchia, il tribunale ha fissato al 10 novembre l’udienza preliminare davanti al gup a carico di 16 indagati, tra i quali la stessa società e tutti vertici dell’epoca, a partire dall’ex presidente Paolo Tolmino Saccani e tutti gli altri membri del Cda,composto anche da Emanuela Cartoni, Annaclaudia Bonifazi, Giuseppe Baisi, Stefania Stera, Carmelo Intrisano e Marco Rapo.
Sette le parti offese, individuate dal pm Delio Spagnolo del tribunale di Civitavecchia, per i prelievi idrici che hanno messo in ginocchio il bacino dell’estate di tre anni fa.
Tra loro potranno costituirsi parte civile le associazioni ambientaliste e il vicesindaco di Bracciano Gianfranco Rinaldi, il sindaco di Anguillara Sabazia Sabrina Anselmo, il vicesindaco di Trevignano Romano Claudia Maciucchi, il presidente del Consorzio del lago di Bracciano Renato Cozzella e il presidente del parco naturale regionale di Bracciano-Martignano Vittorio Lorenzetti.
Gli altri sono il consigliere regionale Emiliano Minnucci e la presidente del comitato per la difesa del bacino lacuale Bracciano-MartignanoGraziarosa Villani. Entrambi residenti ad Anguillara Sabazia, furono i primi a sporgere denuncia.


















