Lago di Bolsena, chiamato in causa il ministro dell'Ambiente: "Che fare?"
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Cosa se ne vuole fare del lago di Bolsena? Un'interrogazione del deputato Cinque Stelle Bernini mette sulla scrivania del ministro dell'Ambiente il doppio problema dell'arsenico nei rubinetti e dello stato di salute del più grande lago vulcanico d'Europa.

“Si chiede al Ministro se sia a conoscenza della problematica circa la presenza di arsenico all’interno della rete idrica dei vari comuni della Tuscia e della procedura di infrazione europea operante nei confronti dell’Italia; se vi siano in atto e quali iniziative sono state intraprese nell’immediato per la salvaguardia del lago di Bolsena”. Queste le ultime righe dell‘interrogazione del viterbese pentastellato e “cittadino-parlamentare” Massimiliano Bernini al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. 

E’ così che il doppio tema dell‘arsenico, che la gente della Tuscia si beve, e delle condizioni di salute, non proprio brillanti, del lago di Bolsena arrivano all’attenzione della politica nazionale. Mentre sul territorio sembrano tirate fuori, ad arte, dall’agenda della discussione pubblica.

A unire i due problemi un filo rosso: l’acqua potabile. Precisamente il progetto di risolvere il problema dell’acqua all’arsenico con il sistema della miscelazione. Ci spieghiamo meglio: miscelando l’acqua all’arsenico con altra a bassa concentrazione se ne ottiene una a norma di legge, in sostanza un’acqua che sta nei parametri fissati dall’Unione Europea. E l’idea della miscelazione in terra di Tuscia passa per un ingrediente fondamentale: un grosso bacino idrico senza arsenico. C’è? Sì, è il lago di Bolsena. Solo che per rendere possibile questa prospettiva occorre non intaccarne la salute, insomma è necessario preservarlo. Lo si sta facendo? Non proprio, anzi. Non si sta muovendo paglia, in effetti.

Peccato, perché il lago vulcanico più grande d’Europa è Sito d’interesse Comunitario (SIC), classificato inoltre come area sensibile e vulnerabile (Direttiva 2000/60/CE, decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152). A causa del lento ricambio delle acque infatti  l’ecosistema lacuale, integro in passato, risulta a rischio per la coesistenza di vari fattori inquinanti. Tutto questo potrebbe esporre l’Italia anche a delle sanzioni europee. Ecco perché il problema del lago di Bolsena non è una questione che si ferma a Viterbo.

Nell’interrogazione al ministro viene citata un’intervista realizzata dal giornale del lago di Bolsena: RadioGiornale. Intervista in cui il sindaco di Montefiascone, Luciano Cimarello, rende nota la prospettiva del “lago da bere”. Ossia di risolvere il problema dell’arsenico dai rubinetti miscelando le acque con quelle del lago.

Dopo tanti anni di silenzio l’arsenico della Tuscia e lo stato di salute del più grande bacino idrico vulcanico d’Europa saranno affrontati dal governo centrale come meritano? O si continuerà a far finta di niente, continuando a gestire come se si trattasse della più profonda periferia dell’impero tutta la zona dell’Alto Lazio?

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