L'aggressore del "nonno" in via Carlo Cattaneo era un parente della vittima
Foto polizia
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VITERBO - Individuato l'aggressore del "nonno" che stava aspettando in macchina l'uscita da scuola del nipote.

VITERBO – Individuato l’aggressore del “nonno” che stava aspettando in macchina l’uscita da scuola del nipote.

Alla fine dello scorso mese di novembre personale della Polizia di Stato della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Viterbo è intervenuto in via Carlo Cattaneo a seguito di segnalata aggressione fisica subita da un anziano signore che stava aspettando, seduto all’interno della propria autovettura, l’uscita dall’Istituto Comprensivo “Canevari” del proprio nipote che frequenta quella scuola.

La vittima, poi soccorsa presso l’ospedale di Belcolle per le lesioni riportate, ha riferito agli operatori di essere stata colpita al volto all’improvviso da un individuo da lui non riconosciuto, subito dopo dileguatosi.

A seguito di un’attività info-investigativa svolta nei giorni successivi all’evento delittuoso, avvalendosi anche delle testimonianze acquisite nell’immediatezza e dell’ausilio fornito dalla visione delle telecamere di sicurezza presenti nella zona, è stato possibile individuare il responsabile in un 43enne, parente dell’anziano.

L’uomo, che avrebbe verosimilmente agito in seguito a dissapori all’interno del nucleo familiare, è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità giudiziaria per lesioni aggravate.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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