L'aggressione del gioielliere al Sacrario scuote la città, toccato un punto di svolta
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VITERBO -Non sappiamo esattamente cosa accadrà ma ci sarà una reazione per contrastare il fenomeno delle "bande", dei "bulli di quartiere", dei "ras di zona". Attendiamo fiduciosi. 

VITERBO – Si sono situazioni incancrenite che si protraggono per molto tempo, a volte anche per anni, poi all’improvviso accade qualcosa che segna un cambiamento. Un singolo fatto, non necessariamente più grave di altri, ma che riesce a cambiare gli atteggiamenti. 

La situazione di degrado in alcune parti del centro storico è un fatto. Chiaramente non stiamo parlando di una situazione da Bronx – come qualcuno vorrebbe fare intendere per fini politici (che poi avendo governato tutti, da destra a sinistra, senza fare nulla su questo specifico problema varrebbe il detto evangelico “chi è senza peccato scagli la prima pietra”) – ma che ci siano fattori che destabilizzano il senso di sicurezza dei cittadini è vero. 

E’ così da almeno una decina d’anni. Se quindi si volesse costruire ad arte un’accusa politica andrebbero “presi di petto” Leonardo Michelini e il centrosinistra, Giovanni Arena e il centrodestra e oggi i civici di Chiara Frontini. Nei giorni scorsi – dopo diversi episodi di cronaca tra risse, aggressioni, investimenti con l’auto e molti altri numeri – è stato aggredito un gioielliere. Il diretto interessato ha fatto una cosa semplice: è andato sui social e ha pubblicamente raccontato, con dettagli, l’accaduto. Bene vi diciamo che le parole di questo uomo sono il punto di svolta. 

Mai, come in queste ultime ore, abbiamo “intercettato” un fermento nei palazzi in cui si decidono le cose: Comune, Prefettura, Questura. Mai abbiamo visto cittadini così indignati per l’accaduto ed emotivamente coinvolti. Le parole oneste di questo signore, che non ha attivato il giochetto di altri “insugatori” con la tessera di partito in tasca, hanno fatto breccia. 

Non sappiamo esattamente cosa accadrà ma ci sarà una reazione per contrastare il fenomeno delle “bande”, dei “bulli di quartiere”, dei “ras di zona”. Attendiamo fiduciosi. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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