Aeroporto di Viterbo, Enac progetta un futuro attraverso i voli regionali: biglietti a 100 euro, velivoli da 9 posti
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Proprio questo lunedì 15  settembre il primo volo a "breve raggio" dimostrativo tra Fano e Roma Urbe. A parlarne in un'intervista pubblicata domenica sul Corriere della Sera il presidente di Enac Pierluigi Di Palma. 

VITERBO – L’aeroporto di Viterbo è nel progetto Enac denominato RAM, acronimo che sta per “regional air mobility’. Ventuno scali regionali, lontani dalle grandi città, che permetteranno spostamenti veloci e a prezzi ragionevoli in ogni punto dello stivale. Una vera e propria manna “dal cielo” per turisti, uomini d’affari e professionisti.

Un viaggio in auto di 4-5 ore troverà una solida alternativa volando sopra i cieli dell’Italia per 40-50 minuti. Non male. Soprattutto se si considera che verranno utilizzati velivoli il più delle volte da 9 posti, al massimo da 19. Con costi per biglietto compresi tra gli 80 e i 100 euro. La rivoluzione della mobilità in pratica sta per essere servita e questa volta il capoluogo della Tuscia non sarà tagliato fuori.

Proprio questo lunedì 15  settembre il primo volo a “breve raggio” dimostrativo tra Fano e Roma Urbe. A parlarne in un’intervista pubblicata domenica sul Corriere della Sera il presidente di Enac Pierluigi Di Palma.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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